tutte le volanti al cinema aurora: non fanno entrare la famiglia schifani
di a. pagliaro, 29/4/2008
Ora. A parte la società di recupero crediti GMS in cui era socio di Antonino Garofalo, arrestato e rinviato a giudizio per usura ed estorsione. A parte l’aver fondato la Sicula Brokers insieme a Benny D’Agostino, Giuseppe Lombardo e Nino Mandalà, tre personaggi ben noti alla cronache mafiose. A parte l’aver assistito imprenditori incappati nelle confische per mafia per poi presentare un progetto di legge che modifica la legge su confische e sequestri. A parte le consulenze milionarie prestate, non è chiaro a che titolo, a Comuni poi sciolti per mafia. A parte il lodo Schifani, cioè l’immunità totale per le prime cinque cariche dello Stato proposto quando Berlusconi, quarta carica dello Stato, era sotto processo. (Lodo Schifani per fortuna dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Cioè: l’unica attività di rilievo svolta in dieci anni di Parlamento era incostituzionale, ottimo biglietto da visita per la seconda carica della Repubblica).
A parte questi dettagli, Schifani è un ottimo presidente del Senato e gli piace pure il cinema.
Il 5 maggio del 2002, arriva al cinema Aurora di Palermo con moglie, figlio e scorta e pretende di entrare gratis con una tessera AGIS scaduta. Film in programmazione: “Amen”. La sala uno è piena. Nella due danno “Casomai”. Si accomodi lì, gli dicono. Non sia mai, io sono il senatore Schifani ed entro dove voglio. Al rifiuto delle maschere, la scorta fa intervenire gli agenti di una volante che identificano due dipendenti del cinema. Cinema che in seguito, con una penosa lettera al giornale, si scuserà pure inviando una tessera gratuita al senatore.
Magistrale il commento di Simone Lucido su Repubblica dell’epoca: “Ero presente al cinema Aurora quando il senatore Schifani ha tentato di entrare nonostante la sala fosse piena e lui fosse senza titolo d’ingresso. Ho visto l’arroganza dei suoi accompagnatori, l’arrivo della polizia, la rabbia impotente degli addetti all’ingresso e del gestore. Assistere a queste forme primitive di sopruso e di esercizio del potere fa stare male e mi ero sentito sollevato quando ho visto che il caso, anche se piuttosto edulcorato, era finito sui giornali. Ora, di fronte alle scuse presentate da chi ha subito l’offesa provo un forte senso di pena e di rabbia per un paese in mano a una classe dirigente di così basso profilo“.
Il cinema, una fissazione. Rita Calapso, su Repubblica del 16 maggio 2002: “Cinema Tiffany, ore 19 di un giorno durante le feste di Natale. In fila per lo spettacolo delle 20. Si proietta il film «Il Signore degli anelli». Una bolgia infernale. Fuori piove. Una signora accusa un malore a causa del caldo e della confusione, chiede di sedersi su una poltrona antistante la sala cinematografica. Ma è vietato entrare nella suddetta sala prima del tempo: le viene offerto dalla maschera un gradino della scalinata. La ressa è quasi incontenibile. Da un ingresso laterale del cinema vengono introdotti nell’antisala alcuni portatori di handicap, con carrozzelle e con accompagnatori. Tra loro un volto noto, con signora, senza handicap apparenti: i due occupano le comode poltrone, ad altri negate. Scatta finalmente l’ ora X, il pubblico si precipita nella sala vuota. Chi c’è al centro, lato corridoio, comodamente seduto? Il presidente dei senatori forzisti Renato Schifani, con signora (e senza scorta). Un rappresentante del popolo, ma un «diverso», che, oltre a entrare gratis grazie a una tessera parlamentare (ma la moglie è anche lei deputata?), in barba alle regole, surrettiziamente e con la complicità del proprietario del cinema, scavalca la fila, si confonde tra i portatori di handicap e si accaparra una poltroncina“.
Almeno, per sedersi sulla poltroncina che si è accaparrato oggi, coda non ce ne dovrebbe essere.



fara says:
senza parole
29/4/2008 at 7:42 pm
Giuseppe Scaletta says:
Esterrefatto.
29/4/2008 at 8:14 pm
Giuseppe says:
ha fatto una cosa simile anche a Roma, in un cinema vicino al pantheon. Alle proteste del proprietario del cinema che contestava anche l’assurdo privilegio, Schifani (nome appropriato) ha fatto intervenire la polizia. Schifani ha poi asserito che andava a vedere il film per motivi istituzionali
30/4/2008 at 9:31 am
nalya says:
e dai su …. altriemnti come ci arriva a fine mese? :D
30/4/2008 at 9:43 am
Mario says:
E questa è la gente contro cui Veltroni ha fatto una campagna elettorale “gentile”?
30/4/2008 at 10:57 am
a. pagliaro says:
Fosse solo la campagna elettorale. Per dire, se io fossi stato un senatore ieri, nella dichiarazione di voto, avrei raccontato vita e opere di Schifani. Invece niente, silenzio. Anzi, applausi. E la Finocchiaro che dice “votiamo scheda bianca per non creare fratture”.
30/4/2008 at 11:00 am
a. says:
vengo sempre a leggere, anche se consapevole del disgusto che provo una volta chiusa la paginetta webbica. Mi ricordo Blob Cinico Tv… la voce fuori campo chiedeva qualcosa e il personaggio rispondeva ripetutamente: Provo Schifo.
Una terribile assonanza.
30/4/2008 at 11:31 am
andrea says:
Ieri, siccome non avevo niente di meglio da fare, ho ascoltato cinque minuti del discorso di Schifani. Posso testimoniare che nel discorso c’era anche un passaggio su come lui, “da siciliano”, senta vergogna per la mafia e ha lodato chi la combatte “a viso aperto”.
Le parole non costano niente, in fondo.
30/4/2008 at 12:36 pm
Paolo says:
Personalmente non capisco chi l’abbia votata questa gente. E non dico solo che ha votato a destra. Leggittimiamo il loro potere andando a votare. Non dobbiamo neanche più votare. Devono andare a lavorare la terra!
30/4/2008 at 1:48 pm
bahrabba says:
Cazzo che vergogna
Che pover’uomo
In Europa una cosa del genere basterebbe a fargli rivoltare contro l’intera popolazione, in Italia quasi tutti quelli che han votato destra sorrideranno davanti alla furbata del loro amico
bahrabba.blogspot.com
30/4/2008 at 2:42 pm
Dopo Berlusconi, Cuffaro, Schifani, Lombardo, adesso Alemanno « Nalya’s Weblog says:
[…] Berlusconi al governo, Cuffaro al Senato, Lombardo come presidente della Regione Siciliana, Schifani adesso arriva Alemanno che al ballottaggio stravince su […]
30/4/2008 at 2:59 pm
Carmelo says:
Beh e che dire delle volte in cui va al bar e pretende che la gente esca perchè deve fare colazione con la scorta e basta? Chiedete in giro e troverete conferma!
30/4/2008 at 7:52 pm
Giorno di ordinaria follia : Cabaret Bisanzio says:
[…] in mattinata, nel suo discorso d’insediamento come presidente del Senato, Renato Schifani ha parlato contro la mafia. Nel pomeriggio Francesco Totti, intervistato da Radio Ultrà, ha […]
2/5/2008 at 11:04 am
ale says:
non c’è maggior sconforto nell’apprendere queste notizie e sapere che alla stragrande maggioranza dei cittadini non importa proprio nulla,non li tange….
3/5/2008 at 5:57 pm
carlo says:
Li avete votati? Ora ve li tenete…!
4/5/2008 at 1:30 pm
Bimba says:
Solita arroganza da gerarchetto. Non è una cosa da sottovalutare xchè è da queste cose che si capisce con quale spirito democratico si accingono a governare (ma se ne erano mai andati?).
4/5/2008 at 6:18 pm
FreeANT » ..in Danimarca i politici si cagano sotto says:
[…] usato privatamente per andare a vedere il gran premio.. vado a memoria: Schifani che scroccava l’ingresso al cinema con la famigghia era un dilettante, al confronto, ma fa comunque un po’ schifo (nomen omen?) […]
21/5/2008 at 10:51 pm