letteratura copincolla
di a. pagliaro, 21/2/2007
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| Che la ragazza di Diamante, che Vita così adorabile e così appassionatamente adorata, potesse lasciarlo per quel delinquente di Rocco il quale fra l’altro non poteva sposarla perché aveva già sposato la figlia di Buongiorno – e innamorarsene al punto di fuggire con lui, era una cosa che non riusciva nemmeno a concepire. L’immagine di Vita, che conosceva fin da piccola, non poteva associarsi alla notizia di questa stupida, futile crudeltà. E tuttavia questa storia penosa suscitava, in lui […], un sentimento di tale compassione da indurlo a provare pietà per l’orgoglio esagerato di Diamante […]. E tanto più compativa il cugino, con tanto maggiore disprezzo e perfino repulsione pensava a Vita, che pure, nel buio delle miniere, gli era talvolta passata davanti come una visione calda e luminosa di infantile innocenza. |
Che la fidanzata del principe Andrej, così appassionatamente amata, che Nataša Rostova fino a quel momento così adorabile potesse lasciare Bolkonskij per quell’imbecille di Anatol, il quale per giunta era già sposato […] e innamorarsene al punto di fuggire con lui, era una cosa che Pierre non riusciva a comprendere e nemmeno a concepire. La cara immagine di Nataša, che egli conosceva fin dall’infanzia, non poteva associarsi nel suo animo a questa nuova immagine della sua bassezza, della sua stupida crudeltà. […] E tuttavia provava un sentimento di tale compassione, da indurlo a piangere per il principe Andrej, a provare pietà per il suo orgoglio. E quanto più compassionava il proprio amico, con tanto maggiore disprezzo e perfino repulsione pensava a quella Nataša che era passata poco prima davanti a lui nel salone con quell’espressione di fredda dignità. |
| Possibile che era proprio tutto finito? […] Geremia intuiva nel cugino il bisogno, che lui stesso conosceva troppo bene, di appassionarsi a discutere su una questione che gli era alla fine estranea soltanto per azzittire pensieri intimi troppo insopportabili. […] E Vita? Mormorò Geremia. […] Se la vedi, ammicca Diamante, dille che era e resta libera e io le auguro di essere felice. […] Quando io mi lagnai che dovevamo andarcene da Prince Street perché Lena non era una donna seria, tu la difendevi, dicesti che bisogna perdonare una donna che sbaglia. Ma non ho detto che potevo perdonarla io, commentò Diamante, appoggiando la fronte contro il boccale. |
“Ma possibile che tutto sia proprio finito?” disse Pierre. […] Ora Pierre ritrovava nel suo amico il bisogno, che lui stesso conosceva fin troppo bene, di agitarsi e di discutere per una questione che gli era estranea soltanto per soffocare dei pensieri intimi troppo penosi. […] “Riferisci alla contessina Rostova che era e resta libera e che io le auguro ogni bene.” […] “Ascoltatemi: vi ricordate della nostra discussione a Pietroburgo?”, disse Pierre, “vi ricordate di…” “Mi ricordo,” rispose in fretta il principe Andrej “avevo detto che si deve perdonare una donna che sbaglia, ma non avevo detto di poterla perdonare io. Io non posso.” |
| Dovrei chiedere ad Agnello la mano di Vita, essere comprensivo o qualcosa del genere? Si mise a gridare con acrimonia, sì, è molto nobile, ma io non sono capace di brucare nel piatto di Rocco. […] Se vuoi restarmi amico non parlarmene mai più. […] Era dimagrita, pallida, ma per nulla vergognosa umiliata o imbarazzata come lui si aspettava che fosse. […] Vita aggiunse, senza guardarlo: è tuo cugino, a te ti ascolta, digli che mi perdoni. | “Dovrei chiedere di nuovo la sua mano, essere magnanimo o qualcosa del genere?…” si mise a gridare con asprezza. “Sì, è molto nobile, ma io non sono capace di andare sur le brises de Monsieur. Se vuoi essermi amico, non parlarmene mai più…”. […] Nataša era in piedi in mezzo al salotto, dimagrita, col viso pallido, severo, e niente affatto vergognosa, come Pierre si aspettava di vedere. […] “Petr Kirilyc”, cominciò a dire in modo rapido, “il principe Bolkonskij era vostro amico; è vostro amico. […] Ora è qui… ditegli… che mi per… che mi perdoni”. |
| Lo so che fra noi è finita, lo smentì lei, a voce bassa […]. Mi dispiace il male che gli ho fatto. Digli di perdonarmi. Per tutto. […] Se hai bisogno di qualcosa, di un consiglio… ricordati di me. […] Se io non fossi quello che sono – farfugliò Geremia alzandosi e congedandosi in fretta, senza neanche stringerle la mano, gli occhi inchiodati alla punta sformata delle sue scarpe – ma il ragazzo più attraente, il più forte, intelligente, di questa città, e se avessi abbastanza soldi da potermi permettere una famiglia, in questo stesso istante chiederei in ginocchio la tua mano e il tuo amore, Vita. |
“Lo so che è tutto finito,” disse in fretta. “No, questo non potrà mai accadere. Mi tormenta soltanto il male che gli ho fatto. Ditegli una cosa sola: che io lo prego di perdonarmi, di perdonarmi di tutto…” […] “Ma vi prego di una cosa: consideratemi vostro amico, e, se avete bisogno di un aiuto, di un consiglio, […] ricordatevi di me.” […] “Se io non fossi quello che sono, ma l’uomo più bello, più intelligente, l’uomo migliore di questo mondo, e se fossi libero, in questo stesso istante chiederei in ginocchio la vostra mano e il vostro amore.” |
| Melania Mazzucco, Vita |
Lev Tolstoj, Guerra e Pace |
(da una ricerca di Claudia Carmina, università di Palermo)





the dreamer says:
madonna mia… uguale!! ma non ha vinto il premio strega? ma i giurati se li leggono i libri che votano? e se sì, conoscono tolstoj?
21/2/2007 at 2:03 pm
p.s.v. says:
Melania Mazzucco è un mito. E’ quell’altro che, anonimo frustrato, che s’è messo a copiare per cercare di diventare qualcuno. Che vita, cazzo
21/2/2007 at 3:08 pm
» Blog Archive » Il coccodrillo come fa says:
[…] C’è un certo Lev Tolstoj che va in giro a scopiazzar racconti. Ma cosa cazzo siamo arrivati a fare, pur d’arrivare. Qualcuno può dirgli che c’è sempre il “Grande fratello” per raggiungere la gloria senza sfaticare? […]
21/2/2007 at 3:30 pm
rael says:
COMUNISTI!
21/2/2007 at 4:05 pm
aitan says:
di questi russi non c’è da fidarsi, e questo porta pure una barba lunga e sospetta
21/2/2007 at 4:06 pm
JohnnyDurelli says:
Senza ritegno, cristiddio…
21/2/2007 at 4:09 pm
valeria says:
beh, almeno ha scelto un modello alto! pensa se avesse copincollato da faletti… non potete dire che la sua sia stata una scelta commerciale, via!
21/2/2007 at 4:20 pm
xantology says:
Ma no, è che di Faletti non aveva il testo sul pc e a copiare dal libro si fa fatica. Di Tolstoj invece c’aveva proprio il file word.
21/2/2007 at 4:25 pm
Sauro says:
Ma va? Ma davvero è successa una cosa del genere? Albano ha citato Michael Jackson per plagio per molto meno, eh?
21/2/2007 at 4:33 pm
xantology says:
sì, ma albano è vivo
21/2/2007 at 4:37 pm
zycron says:
A.I.U.T.O !
21/2/2007 at 9:11 pm
Tripudiatore says:
Chi è Tolstoj?!?
21/2/2007 at 10:41 pm
maia says:
…
ma non capite, è una cosa bellissima…
vuol dire che posso fare la scrittrice anche IO!
21/2/2007 at 11:16 pm
subcom says:
è la logica del copyleft no?
22/2/2007 at 11:21 am
Cloridrato di Sviluppina » Blog Archive » Come del resto Elvis e Jim Morrison. says:
[…] Tolstoj vive (ed ha pure vinto lo Strega). […]
22/2/2007 at 11:33 am
andrea roncaglione says:
Ma non capite. E’ un’operazione per far vedere che nessuno legge più i classici, neppure i giurati dei premi letterari. Adesso sta “scrivendo” un libro ambientato in Africa Centrale all’epoca del traffico dell’avorio. Qui si spinge oltre, parte col copia-incolla dal titolo. Lo intitolerà Cuore di Tenera. Secondo me vince il Campiello e il Bancarella e forse il Nobel.
Grazie xantology. Ma come hai fatto a beccarla? E, adesso, secondo te cosa succederà? L’arresteranno mica!
22/2/2007 at 12:07 pm
glider says:
ma come fate a non capire!
qui si palesa la legge fondamentale che regge l’universo e voi mi state a discettare di plagio. l’assoluto si disvela ai vostri occhi, ma rifuggite la luce.
cribbio, tutto è numero!
anche quella stolta romanticheria che vi ostinate a chiamare letteratura e invertendo l’ordine degli autori il risultato non cambia!
22/2/2007 at 12:54 pm
iggy says:
in effetti si, un po’ ci somiglia. se non fosse per i ricci e gli occhiali..
22/2/2007 at 1:11 pm
Ted says:
Albano è vivo???
Ma davvero???
Certo che certa gente non muore mai, eh!
Comunque Ron si è beccato una denuncia per plagio dagli eredi Shakespeare. Quindi..
22/2/2007 at 1:11 pm
xantology says:
Andrea, come ho fatto a beccarla è scritto in basso: è una ricerca di Claudia Carmina dell’università di Palermo. Adesso l’arrestano sì, e lei ha già chiesto di avere con sé in cella Delitto e Castigo, molti fogli e qualche penna.
22/2/2007 at 1:36 pm
Veronica says:
Non ho parole. Forse neanche lei, visto che ha palesemente copiato un grande della letteratura mondiale. Ma non le hanno insegnato a scuola che non si copia? Soprattutto i temi, dove non c’è nemmeno da studiare? E poi almeno poteva copiare uno sconosciuto, eddai! -_-
22/2/2007 at 4:04 pm
Gilgamesh says:
Secondo me Melania potrebbe semplicemente essere la pronipote fortunata di Doriz Zian, come magistralmente spiegato da Zop, in questo racconto.
Non vi pare? Sempre a proposito di plagio ante-litteram e sempre da Zop, c’è l’interessante questione di ferroevelluto nell’ultimo post.
22/2/2007 at 4:09 pm
Insofferente says:
Questo fa parte di un decadentismo galoppante globale. Pochi ormai hanno la tradizionale professionalità, la maggior parte di noi pensa solo a divertirsi. Grazie comunque a Claudia Carmina e Xantology, almeno qualcuno è ancora capace di vedere ciò che sta succedendo.
23/2/2007 at 10:58 am
xantology says:
E’ stato rimosso un commento che conteneva parole offensive per Melania Mazzucco. Critiche, per favore, non turpiloquio.
23/2/2007 at 3:56 pm
evacarriego says:
basita e basita ancora
25/2/2007 at 2:37 pm
Cavalla Golosa says:
Oddio! E io che credevo che la letteratura fosse morta!
25/2/2007 at 3:01 pm
restodelmondo says:
E non sono neanche tra i passi meno noti di Lev Nicolaevic T.
Basita anche io.
25/2/2007 at 3:18 pm
Effe says:
il male è negli occhi di chi guarda, o Malevoli.
Quanre lettere ha, l’alfabeto italiano?
21?
Qualcosella di più?
E allora, dai e dai, gira che ti rigira, è logico, è mataematico, è necessario che appaiano e ricompaiano combinazioni e sequenze che hanno qualcee rassomiglianza.
Ve lo dico in amicizia: sappiate che esite il reato di procuato allarme.
26/2/2007 at 12:30 pm
diamonds says:
“da qualche morto ho preso vita.Sento le sue ossa nelle mie”.Basta ora riscrivo La Tempesta(Prospero compreso)
26/2/2007 at 2:15 pm
cybbolo says:
… ah, questi nuovi autori sgomitanti, questo in particolare, poi, ché già uno che si chiama Leone lascia diffidenti: un vecchio caramellaio senza arte né parte…
melania invece è trendy anche se mi ricorda la cugina sfigata di rossella o’hara
26/2/2007 at 6:04 pm
Stati di Sonnolenza » Laboratorio di scrittura says:
[…] Per maggiori info cliccare qui. […]
14/3/2007 at 1:51 pm
Leonardo P says:
ciao
citato articolo in home page su nr, ti desse noia avvisami
ciao L
18/3/2007 at 4:12 pm
LOUNGERIE :: letture di marzo :: March :: 2007 says:
[…] Parto con un classico tra i classici che ancora non avevo letto e la voglia di leggerlo mi viene da un post di Xantology "letteratura copiancolla" dove, da una ricerca di Caludia Carmina dell’Università di Palermo, si mettono a confronto due testi: Guerra e Pace di Tolstoj con Vita di Melania Mazzucco. Non sto a commentare. Leggere il post per rimanere allibiti. Comunque leggerne alcuni stralci mi basta per andare diretta in libreria a comprarmi i due volumoni. Bellissimo libro. Grande storia antimilitarista. Molto attuale. Difficoltà con le parti in francese che comunque non mi fermano nella lettura…e vado avanti. Non sto a raccontarvi il plot, anche perchè le storie si intersecano, si alternano e Napoleone incalza. Armatevi di pazienza e leggetelo, gran bel libro. Sulla Mazzucco e sui giurati del premio Strega taccio. […]
30/3/2007 at 5:55 pm
luca intona says:
Mi stupisce colei che ha fatto la ricerca bibliografica… la Mazzucco sperava do potersela cavare, e invece non sfugge niente!
Scrittori italiani siete tutti avvisati :)
Come diceva in un commento precedente eva carriego, c’è da rimanere basiti… è molto triste, ma ritengo che accada molto spesso. Come si capisce, la verifica non è cosa semplice.
cordialmente
luca intona
14/4/2007 at 1:49 pm
Vittorio_Baglio says:
Faccio i complimenti alla brava e modesta Melania Mazzucco. Poteva riscrivere (copiando)…l’Iliade e l’Odissea…ed invece si e’ accontentata di “Vita” e di un miserrimo Leone Tolstoj che a causa dell’ingente numero di pagine nessuno legge (Guerra e Pace serve come “zeppa” per pareggiare i mobili che pencolano)….
22/4/2007 at 1:38 pm
Ex Aequo : Stati di Sonnolenza says:
[…] 1 “Anna Karenina” - Lev Tolstoj 2 “Madame Bovary” - Gustave Flaubert 3 “Guerra e pace” - Lev Tolstoj ex aequo con “Vita” - Melania Mazzucco. postato in Melania Mazzucco, Lev Tolstoj, Letture | […]
23/4/2007 at 9:37 pm
isabella says:
sei un mito….!!!!
questa è una delle cose più belle che ho mai visto!
21/5/2007 at 7:04 pm
petarda says:
ecco, ora che ti ho linkato mi sento meno in imbarazzo nel fare un’autosegnalazione che a suo tempo lasciai tra i commenti di madama carriego.
tra le note di un post del 18 aprile 2006 scrivevo: “Ho affrontato Don Chisciotte prima dei dieci anni, ed è il romanzo (insieme a Piccole Donne) che ho riletto più volte; sicché un bel giorno me ne verrò fuori con la narrazione di una nobile spilungona armata e sbrindellata che inforca una moto da enduro tutta scalcagnata, con al seguito una volgare chiattona in bicicletta. Nel suo vagare senza meta, la folle titolata s’imbatte in una gruppaglia di venditori di articoli per la casa; scambiandoli per temibili delinquenti o, peggio, subdoli incantatori, ella li attacca - mentre la pavida culona, al riparo poco distante, medita di darsela a gambe -, e li sconfigge, tesoreggiando in guisa di bottino di guerra una pentola a pressione che si caccia in capo, affermando trattarsi della bandana del Mago Berloscone.
A chi poi mi facesse notare la poca originalità della storia o addirittura m’accusasse di plagio racconterei che non posso farci niente, essendo il Quijote nel mio DNA, e viandare.”
m’aveva ispirato la mazzucco, che qualche mese prima dichiarava: Non è stata un’operazione consapevole. Avevo letto con grande passione tutto Tolstoj a 14 anni. In “Vita”, però, è tornato da solo.
23/7/2007 at 1:25 pm
osteriapoesia says:
tolstoj è toranto da solo? cazzo c’è da aver paura, gli zombie…
10/10/2007 at 12:42 am
LaProf says:
Ca…spiterina!
E io mi sono fatta anche convincere a comprare “Vita”. Meno male che non l’ho letto.
17/1/2008 at 2:20 pm
PORCASI GAETANO says:
SO BENE,IN QUALITA’ D’ARTISTA,CHE LE TRADIZIONI NON MUOIONO MAI,SE AFFIDATE ALLA FORZA DELL’IMMAGINE CHE LE FISSA COGLIENDO MOMENTI DI VITA,DESTINATI ALTRIMENTI AD ESSERE FAGOCITATI DAL TEMPO.IL NUOVO STILE ESISTENZIALE MINACCIA,INFATTI,DI FARE SPARIRE QUELLA SICILIANITA’ FRESCA E SPONTANEA CHE DEVE ESSERE CONSIDERATA COME PATRIMONIO UNICO ED IRRIPETIBILE DELLA CULTURA.SONO LE VARIE SPRESSIONI DELLA SICILIANITA’ IL SOGGETTO DOMINANTE DELLE MIE OPERE PITTORICHE CHE FOTOGRAFANO CON IMMEDIATEZZA DI TRATTO E FRESCHEZZA DI COLORE SCENE E PARTICOLARI DEL VIVERE QUOTIDIANO CHE SFUGGONO ORMAI ALL’UOMO MODERNO,TROPPO DISTRATTO DAL FRENETICO RITMO DELLE SUE ATTIVITA’.PER QUESTO MOTIVO DESIDERO RIVOLGERE IL MIO MESSAGGIO AD UN PUBBLICO ADULTO, AFFINCHE’ POSSA RITROVARE INSIEME ALLA MEMORIA DEI PADRI UNA PARTE INTIMA ED IRRINUNCIABILE DEL PROPRIO PATRIMONIO CULTURALE E AD UN PUBBLICO GIOVANE,AFFINCHE’ ABBIA L’OPPORTUNITA’ DI COGLIERE QUELLA SICILITUDINE”,DI CUI PARLAVA SCIASCIA,E RECUPERARE LE PROPRIE RADICI ,COMANDO QUELLE LACUNE CHE RISCHIANO DI FARLO SENTIRE ESTRANEO ALLA PROPRIA TERRA.LA GLOBBALIZZAZIONE,INFATTI NON DEVE ESSERE APPIATTIMENTO ED OBLIO,MA RISPETTO DEI VALORI E DELLE TRADIZIONI ANCHE FOLCLORISTICHE PROPRIE DELLA RICCHEZZA DI OGNI RAGIONE.IL MIO STILE,CARATTERIZZATO DELLA VELOCITA’ DELL’ESECUZIONE,VUOLE EVITARE D’ESSERE OLOGRAFIA PER PORSI COME GESTO FLUIDO CAPACE DI CATTURARE L’ETERNO PRESENE E CONSEGNARLO ALLO SPETTATORE.WWW.GAETANOPORCASI.IT
20/2/2008 at 12:08 am
srmg says:
roba da matti
12/5/2008 at 3:05 am
Nella Vasca Dèi says:
Sarebbe stato più interessante se avesse fatto un parodia di Guerra e Pace. Se questa è la morte del post-moderno, aridatece er post-moderno! (e il primo libro di Lagioia…)
Comunque, pensandoci, la Mazzucco vende assai e la gente preferisce rilegge un Tolstoj illanguidito piuttosto che qualcosa che parli di loro in modo bruciante, cioé ci faccia pure finzione sopra…
Notate poi che la riscrittura scopiazzata della Mazzucco dimostra che, se non hai stile, hai voglia a ricopiare!, sposti una virgola, cambi un verbo e tutto crolla.
p.s. la letteratura è un’altra cosa. Anche quella low.
12/5/2008 at 9:58 am
la fra says:
Questa melania mazzucco fa semplicemente schifo. Andrebbe denunciata.
13/5/2008 at 8:53 pm