19 Feb 2007

le tre bareJohn Dickson Carr (1906-1977) è stato un grande giallista. Ha scritto alcuni fra i migliori gialli di ogni tempo, a volte sotto pseudonimo(Carter Dickson, Carr Dickson, Roger Fairbairn).

“Le tre bare” (1935) è considerato il suo capolavoro, nonché probabilmente il miglior giallo di camera chiusa della storia, genere iniziato da Edgar Allan Poe con “I delitti della Rue Morgue” nel 1841.

Charles Grimaud è nel suo circolo londinese a discutere con pochi amici di illusionismo quando compare un personaggio che gli rivolge frasi minacciose. I due si incontrano dopo qualche giorno nello studio di Grimaud. Entrambi, visti dal segretario e dalla governante, entrano nello studio. La porta si chiude a chiave. Dopo pochi minuti uno sparo. Grimaud è trovato agonizzante. Prima di morire balbetta parole enigmatiche. Nella stanza chiusa, però, c’è solo lui. L’assassino si è volatilizzato, senza lasciare alcuna traccia. Fuori, la neve fresca è intatta. Nessuno sembra avervi camminato. Poco tempo dopo il misterioso personaggio che aveva minacciato Grimaud è anch’egli trovato morto. Qualcuno grida in una via di Londra, i testimoni che si voltano e trovano un cadavere sulla neve. Anche in questo caso nessuna impronta e nessuna traccia dell’assassino.

L’atmosfera del romanzo è gotica, con allusioni al vampirismo, ai fantasmi, e la Transilvania gioca un ruolo cruciale. Tuttavia, la soluzione che il criminologo Gideon Fell darà nelle ultime pagine, è razionale, seppur estremamente complessa, impeccabile nella sua logica matematica. Forse troppo complessa, si fa fatica a pensare un omicida così geniale, ma certamente inaspettata.

“Le tre bare” è celebre anche per la lezione di Gideon Fell sulla camera chiusa. Poche pagine che nella letteratura gialla sono diventate un riferimento.

Il romanzo certamente non è un capolavoro della letteratura, la scrittura non è brillante, pochi personaggi sono ben delineati. E’ però un’affascinante opera di intelletto, enigma impossibile che tiene il lettore incollato alle pagine.

Il libro è di difficile reperibilità. Si trova, non sempre, su ebay.

7 commenti

  • commento di Sauro

    19 Feb 2007

    Dottor Xantology, è stato un piacere. Riverisco.

  • Ho visto che sei anche tu un ammiratore di Alberto Ongaro. Già questo è motivo sufficiente per sentirti “amico fraterno”
    E se ti piacciono i delitti nelle camere chiuse, ti consiglio (ma già lo conoscerai) l’alsaziano Paul Halter (ha scritto anche delle schifezze, ma alcuni dei suoi libri sono eccezionali, veri eredi di Carr)

  • commento di xantology

    19 Feb 2007

    Confesso la mia ignoranza: mai sentito questo Paul Halter. Così, visto che c’è il pericolo schifezza, dovresti consigliarmi almeno un titolo!

  • Ne trovi una dozzina nel Gialo Mondadori. Ti consiglierei LA QUARTA PORTA e IL CERCHIO INVISIBILE. Ma a molti piace NEBBIA ROSSA, su Jack Lo Squartatore.

  • commento di maia

    21 Feb 2007

    se devo essere proprio sincera, lui (J.D. Carr) non mi è mai piaciuto.
    Anzi, lo prendo come paradigma del pessimo scrittore di gialli: butta fumo negli occhi ai lettori, è “scorretto” e scrive pure in maniera approssimata.
    Non mi piace.
    Si capiva?

  • commento di Cima

    24 Feb 2007

    Il mio primo libro di John Dickson Carr è stato “La tabacchiera dell’Imperatore”, fantastico. Poi ne ho letto molti altri, e dalla descrizione che ne hai dato anche “Le tre bare” (ricordo la lezione di Gideon Fell).
    Non mi pare fosse scorretto, anzi, ma a me piace immergermi nella storia e tendo a non beccare eventuali incongruenze.

  • Adesso ricordo!!! Ero già venuto sul tuo blog…

www.kilombo.org


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