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la naturale superiorità del lettore
di a. pagliaro 10/2/2007
In un suo vecchio spettacolo, Beppe Grillo sosteneva che Totò Riina non è violento ma ignorante. Conosce cento parole, diceva Grillo, e quando in un dialogo le ha esaurite, non gli rimane altra scelta che strozzare.
Battuta amara e geniale. Il pensiero umano si basa sulla capacità linguistica. Un lessico elementare può esprimere solo sentimenti elementari.
L’insulto e poi l’aggressione diventano il mezzo per esprimere relazioni complesse. La violenza è l’unica risposta possibile. I libri sono fatti di parole, sono fatti di punti di vista. Sono fatti di relazioni complesse. Ma in Italia si legge poco e la lingua è sempre più povera. E’ quella sempre uguale della tv, dove tutto è straordinario e ogni altro aggettivo è superfluo.
“Gli scontri a volte capitano, a volte li organizzi. Se passa il pullmann della Ternana sull’altra carreggiata dell’autostrada, se ti sfidano, che fai, non scendi?”
Un ultrà della Salernitana, La Repubblica 10 febbraio 2007


