xantology blog inutile di a. pagliaro

Archivio della categoria saddam hussein

la pena di morte in un paese che pullula di telefonini

di a. pagliaro 24/2/2007

telefonini

Dopo l’ennesimo omicidio (vedi magazziniere ucciso a Trapani per salvare il collega) non capisco perché in Italia non deve essere introdotta la pena di morte. Faccio notare che oggi il vademecum dell’assassino italiano è: primo uccidere con tranquillità sapendo che una volta preso, vivrà ancora; secondo sa che dopo indulti e buona condotta è di nuovo fuori per ricominciare. Per quanto mi riguarda, la pena di morte la metterei per: politici corrotti, amministratori che falsano bilanci, delinquenti per furto-stupro e assassini“. (Giornale di Sicilia, 11 gennaio 2007)

Leggo con non poco sgomento la lettera di un lettore nella quale fa riferimento alla pena di morte, applicata nello specifico a Saddam Hussein. Premetto che il sopra citato (Hussein) più che alla categoria uomo possa tranquillamente essere annoverato alla categoria bestie infide ed immonde (giacchè l’uomo è stato dotato da Dio o Allah di ragione che lo distingue appunto dagli animali che vivono di solo istinto) per avere provocato orrore e dolore al suo caro (?) e amato paese, infierendo con crudeltà e ferocia su tanta gente innocente ed inerme, mi soffermo a pensare: ma davvero, ancora oggi nel 2007, in un paese che pullula di industrie, dove il telefonino non è più un optional, dove internet (ahimé) ha preso il posto dei cari quotidiani, dove non si fanno più di dieci metri senza auto, dove insomma l’uomo si è evoluto e ha migliorato (o almeno lo crede) la qualità della sua vita, si crede che provocare la morte di una persona, sia la soluzione giusta e corretta per avere democrazia? Giustizia? Libertà di pensiero, parola o religione?” (Giornale di Sicilia, 31 gennaio 2007)

ogni dubbio è risolto

di a. pagliaro 7/1/2007

dubbio risolto

Nessuno, però, anche quanti sono contro la pena di morte, può negare che questa è moralmente legittima, sempre, contro un tiranno

Prima pagina del Giornale di Sicilia, articolo di fondo (opportunamente) non firmato, 31 dicembre 2006

buon 2007

di a. pagliaro 31/12/2006

cenone 2007

- Vieni in cucina?
- Un minuto, sono al computer.
- Mi serve che mi aiuti coi tramezzini.
- Sì, sì. Aspetta che sto vedendo il video di Saddam.
- Ah, e com’è?
- Niente, si vedono due che gli mettono la corda.
- Che dici, pasta stasera due chili o due chili e due?
- Quanti siamo?
- Ventuno, non so se vengono i Passalacqua, che faremmo ventitré.
- Dice che c’è il video integrale dove si vede tutto.
- Va bè, io ne butto due chili e mezzo che non si sa mai.
- Sì, meglio.
- Vieni a fare i tramezzini che è tardi?
- Un secondo solo, sto cercando quello integrale.
- Non lo puoi fare più tardi?
- Va bene, va. Vengo. Accendi sky che c’è il film dei mondiali.

eravamo tanto amici

di a. pagliaro 30/12/2006

giannelli

Eravamo tanto amici
Non pensavo potessi trattarmi così

democrazia d’importazione

di a. pagliaro 27/12/2006

saddamAdamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.

Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo». Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono? Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere». Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato. Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden.

(Genesi, 4, 1-16)

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