xantology blog inutile di a. pagliaro

Archivio della categoria rai

quattro spallate e un pompino

di a. pagliaro 20/12/2007

blowjob to bushTroppe spallate e vi fa solo male la spalla?
I comunisti sono ancora al governo?
Provate con i pompini.
L’America, si sa, è sempre un passo avanti.

Berlusconi: gli puoi fare una chiamata? La Elena Russo; e poi la Evelina Manna. Non c’entro niente io, è una cosa… diciamo… di…
Saccà: chi mi dà il numero?
B: Evelina Manna… io non ce l’ho…
S: chiamo …
B: no, guarda su internet …
S: va be’, la trovo, non è un problema… me la trovo io…
B: ti spiego che cos’è questa qui …
S: ma no, presidente non mi deve spiegare niente …
B: no, te lo spiego: io sto cercando di avere …
S: presidente, lei è la persona più civile, più corretta …
B: allora… è questione di… [parola incomprensibile, le voci si accavallano] ….
S: ma questo nome è un problema mio …
B: io sto cercando… di aver la maggioranza in Senato…
S: capito tutto…
B: eh .. questa Evelina Manna può essere… perchè mi è stata richiesta da qualcuno … con cui sto trattando…

bruno vespa: la nuova opera in libreria

di a. pagliaro 18/6/2007

bruno vespaFinalmente in libreria, edito da Mondadori, il nuovo libro del brillante giornalista Rai: “Storia d’Italia vista da Cogne” è uno splendido affresco della storia del nostro Paese. I preziosi contributi del senatore Andreotti, assolto dalle accuse di mafia, e le postfazioni di Alba Parietti, Carlo Taormina e Giulia Bongiorno ne fanno un’opera imperdibile.

Nell’opera, Bruno Vespa, dal punto di vista di chi conosce e non teme i potenti, ci racconta la storia d’Italia da un osservatorio privilegiato: il paese di Cogne. La storia raccontata dal grande giornalista, con il piglio del cronista di razza, è una lunga cavalcata lungo tutti gli avvenimenti che hanno fatto il nostro Paese: Adamo ed Eva, l’uomo di Neanderthal, Giulio Cesare, Garibaldi, Mussolini, piazzale Loreto, la nascita della Repubblica, piazza Fontana, Aldo Moro, la caduta del Muro, Tangentopoli, l’assoluzione di Andreotti dalle accuse di mafia, il delitto di Cogne, i colloqui fra Berlusconi e Bush, il G8 di Genova, la guerra in Iraq e lo sbarco su Marte.

L’autore, che da quasi dieci anni conduce con successo Porta a Porta, ricostruisce in presa diretta e con rigorosa puntualità, attraverso molti particolari inediti, tutti questi avvenimenti cruciali per la vita nazionale, con l’ausilio delle straordinarie testimonianze di Giulio Andreotti, che, particolare che l’autore ama sottolineare, è stato assolto dall’accusa di mafia.

Con il consueto stile secco e immediato, Bruno Vespa ha anche intervistato Prodi e Berlusconi, e ne ha raccolto i progetti sulla nascita, a sinistra, del Partito democratico e, a destra, del Partito della Libertà. Entrambi hanno tenuto a sottolineare l’importanza di un uomo come Andreotti, ingiustamente accusato per anni dalle toghe rosse, nelle istituzioni della nostra Repubblica. Spicca, in queste pagine, il colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che parla della sua elezione, della volontà di tenere unito il paese e dell’assoluzione di Andreotti.

L’autore, poi, dedica due intensissimi capitoli alle elezioni più drammatiche della nostra storia, quelle del 2006, e uno dei capitoli finali alla ricostruzione della vicenda Telecom, basata su testimonianza di prima mano: ne parla Valeria Marini che ha ben tre schede Tim.

Sullo sfondo di questo magnifico affresco della storia nazionale, è ricostruita anche la storia dell’America. Una ricostruzione puntuale, precisa, originale, che si giova del contributo dell’americana Clarissa Burt.

Cogne è anche il pretesto per domandarsi: perché l’odio è stata la tragica forza motrice del secolo passato e rischia di esserlo anche di quello presente? Perché? Bruno Vespa spazia dalla storia ai più ampi confini della cronaca e risponde con grande brillantezza al quesito, coadiuvato dalle testimonianze di Giulio Andreotti, assolto dalle accuse di mafia, sul delitto di Cogne e da una puntualissima analisi dello psichiatra Paolo Crepet.

Gustosissimo il capitolo in cui Vespa, con l’aiuto del senatore a vita assolto dalle accuse di mafia, ci racconta che cosa si dicono a quattr’occhi Berlusconi, protagonista del nuovo miracolo italiano, e Bush. Lì dove si percepisce, fra le barzellette e le battute, che a un occhio sbadato potrebbero persino apparire volgari, la grandezza politica dei due statisti. Solo i grandi statisti, infatti, suggerisce l’autore, sanno discutere con tale leggerezza dei più grandi temi sociali.

In appendice, infine, Vespa ci racconta la tragedia dell’11 settembre e ci propone una ricostruzione degli incidenti con cui bande armate di terroristi hanno funestato il G8 di Genova.

Imperdibili poi le tre postfazioni. Nella prima Alba Parietti ricostruisce la guerra in Iraq da un osservatorio privilegiato: casa sua. Nella seconda l’avvocato Giulia Bongiorno approfondisce le ragioni dell’assoluzione di Giulio Andreotti e ne ricostruisce la vicenda umana di persecuzione da parte della malagiustizia rossa. Nella terza, finalmente l’avvocato Taormina rivela il vero colpevole del delitto di Cogne: lo stesso Bruno Vespa, unico ad avere un movente.

Bruno Vespa, Storia d’Italia vista da Cogne, Mondadori, € 23,50, 882 p., rilegato. Edizione con cofanetto da collezione € 39,90.

(crosspostato su Cabaret Bisanzio)

tre signori

di a. pagliaro 30/5/2007

tre signori Un signore esce dalla caserma di Marsciano affiancato dai carabinieri, entra in auto e lo portano via. C’è una folla vociante che gli grida bastardo pena di morte muori e lo fotografa col telefonino. La scena quella del Grande Fratello, quando un concorrente esce dalla casa e c’è un omone enorme che lo accoglie e poi un presentatore che lo infila in auto. La folla che urla non urla bastardo, ma lo fa allo stesso modo, i telefonini sono gli stessi, le foto sono uguali. Una rappresentazione immutabile. La gloria di un momento, va bene lo stesso se ammazzi la moglie o se scopi in diretta, e tu sei in tv e la folla con te. Ne parlerà il Tg, e io ce l’ho sul telefonino. Mi sono visto, sai, al Tg1 delle 20. Prima erano stati i rumeni, che già le ronde erano pronte e questi extracomunitari che ci tolgono il lavoro a noi brava gente e vengono a rubare nelle nostre case. Scoppia l’allarme criminalità. Il governo niente fa? Sono i negri e gli zingari. Invece era il family day, il giorno in cui si stermina la famiglia. Ma come? Quella famiglia era un quadretto. Facevano la colazione col Mulino Bianco. O forse no. L’aveva minacciata con la falce, sì che lo sapevamo ma la famiglia si capisce mica ci si può fare gli affari degli altri. Attendiamo che ci spieghi bene Alba Parietti a Porta a Porta. Che se poi passa anche lei da Marsciano, clic, una bella foto alla vip. Col Motorola nuovo, quello con la videocamera.

Un signore nano, capelli restaurati, tuona contro un coetaneo con gli occhiali. Si dimetta! In un paese normale si sarebbe già dimesso! Poi interviene quell’altro, e pure quell’altro. Da che pulpito. Lui non si è dimesso, che parla a fare. Ma il Partito Democratico si farà. Lo stiamo già facendo. Se litigate me ne vado. Il pallone è mio e gioca chi dico io. Parlano, parlano. Al Tg1 delle 20, prima uno poi l’altro poi l’uno. Ma sono trasparenti, il Tg è diventato un acquario. E non li ascolta più nessuno.

Il terzo signore esce dal carcere che pare un calciatore di serie A. Solo per occhiali, canottiera e tatuaggi dovrebbe rientrarvi. Invece lo fanno parlare. E lui grida che era ostaggio dello Stato che questo Stato di talebani, che c’era lì il talebano che cercava la fama. Certo che lui non sa cosa è un talebano, ma declama declama e lo stanno pure a sentire. Perché lui ci aveva creduto nella libertà, che male c’è a vendere una foto? Ricattuccio? E va bè, ma non c’è l’azzurra libertà? Questa poi la mandiamo in onda a Lucignolo, fra la pornostar e il servizio sulla provincia trasgressiva.

candidati a sindaco di palermo: il confronto tv

di a. pagliaro 12/5/2007

sindaci-raitre.jpg

Nello studio di Raitre, i candidati a sindaco di Palermo per l’ultimo confronto prima delle elezioni. Da sinistra: Massimo Costa (L’Altra Sicilia), il sindaco uscente Diego Cammarata (Forza Italia), Andrea Piraino (Italia di Mezzo), il conduttore rai Dario Miceli, Leoluca Orlando (Italia dei Valori) e Giovanni Battista Zampardi (Forza Nuova).

baudo, trionfo a sanremo

di a. pagliaro 5/3/2007

pippo baudoPippo Baudo fu indagato dalla magistratura fra il 1996 e il 1998 e patteggiò una condanna a un anno e nove mesi di reclusione.

L’inchiesta si aprì nel 1996. Riguardava sponsorizzazioni pubblicitarie di spettacoli televisivi, fra cui anche il Festival di Sanremo. Secondo l’accusa, Baudo percepì in nero circa un miliardo di lire da varie ditte di grande prestigio nazionale per enfatizzare i messaggi pubblicitari nel corso delle trasmissioni televisive.
Il pubblico ministero si occupò anche delle presunte tangenti pagate da alcuni cantanti per partecipare al Festival. Altre contestazioni riguardarono: i consigli che Baudo avrebbe dato a Ron, vincitore nel 1996; gli appalti affidati dalla Rai ad aziende esterne, tra cui la società incaricata di raccogliere i voti delle giurie regionali dell’edizione 1996; i rapporti con Pino Pagano, a cui pare furono promessi 25 milioni per inscenare un tentativo di suicidio che Baudo avrebbe bloccato da eroe (Sanremo 1995).
Il magistrato ipotizzò anche l’accusa di associazione per delinquere in relazione al sistema corruttivo che si era creato intorno al Festival baudiano.
Somme in nero sarebbero finite a Londra e venne avviata anche una richiesta di rogatoria internazionale. Due consulenti fiscali furono accusati di aver procurato a Baudo false fatture per consentirgli di indicare, nella denuncia dei redditi, spese non sostenute per abbattere l’imponibile.

Tra la fine del 1997 e l’inizio del 1998, Baudo patteggia la pena ed è condannato a un anno e nove mesi di reclusione. Il suo manager Armando Gentile a un anno e 11 mesi.

A quanto denaro pubblico ammontava quest’anno il suo cachet (compenso gentilmente sbloccato dal ministro Nicolais)?

da non perdere

di a. pagliaro 19/1/2007

la vicina di casa

- C’abbiamo quella porcata da mandare in onda…

- Quale?

- Quel film dove una donna sgozza i vicini.

- Ah, già. E mandiamolo sabato, su. Se non lo mandiamo adesso poi chi cazzo se lo guarda?

perdono

di a. pagliaro 16/1/2007

l'erba del vicino a porta a porta

A Porta a Porta a discutere della strage di Erba Paolo Crepet vestito in una sgargiante maglia arancione, Francesco Bruno criminologo con la barba, Barbara Palombelli moglie di Rutelli, Simonetta Matone giudice di Roma, le showgirls Alba Parietti e Valeria Marini, l’americana Clarissa Burt, l’avvocato Carlo Taormina, il direttore del Giornale Maurizio Belpietro. Al centro dello studio, il modello della casa in polistirolo.

Bruno Vespa introduce parlando di tragedia che ci ha colpiti tutti. Francesco Bruno si alza e mostra sul modellino della casa il modus operandi. Schizzi di sangue sulle pareti, la casa che brucia, stavolta nienti zoccoli e pigiami. L’avvocato Taormina precisa che tutto ciò è illegittimo e che assicurerà il vero colpevole alla giustizia. Alba Parietti prova a dire qualcosa, e la lasciano parlare. Nessuno l’ascolta, ma tutti le guardano la microgonna.

Pubblicità della BMW. Pubblicità dove c’è Barilla c’è casa. Pubblicità fiction Incantesimo.

In diretta da Erba il sindaco che parla di indelebilemarchiodinfamia. Bruno Vespa chiede il parere di Valeria Marini. Lei risponde mostrando il decoltè. Mentre il giudice Matone parla di traumi infantili irrisolti, Clarissa Burt la interrompe facendo un parallelo con gli Stati Uniti. Elenco di serial killer americani. Giustizia Usa. Cenno alla pena di morte. Belpietro sostiene che sì stavolta non è stato il pregiudicato tunisino, ma che il 50% dei reati sono compiuti da extracomunitari. Crepet si aggiusta il ciuffo e interviene sulla cultura xenofoba, sul rifiuto del diverso, sul tipico caso di psicopatia di coppia e ancora sui traumi infantili irrisolti. Barbara Palombelli parla dell’epoca attuale come quella della perdita di ogni valore e della alienazione nella società contemporanea.

Dopo il tg1 della notte e la pubblicità, intervista esclusivaportaaporta con il signor Castagna, che perdona.

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