Archivio della categoria michele santoro
da santoro fra coppole e babbìo
di a. pagliaro 17/11/2006
Mentre Palermo muore, Cuffaro indossa la coppola e ridacchia ad Annozero, la trasmissione di Michele Santoro (liveblogging su rosalio).
Palazzi del quartiere Sperone, ex detenuti che dichiarano lo scippo non è cosa mia, io appartamenti faccio, figli di politici assunti da aziende municipalizzate, il difensore civico Tito che chiede di essere attenzionato, il cardiologo di Forza Italia presidente dell’acquedotto perché tutto quello che è tubi, che circola, è cosa mia. L’immagine di Palermo ad Annozero è chiara, drammatica, vera.
La sanità siciliana è terra di conquista, serve solo agli amici degli amici per fare soldi. Curare gli ammalati è un dovere dimenticato, non interessa più. I dirigenti della Regione guadagnano pepite e dobloni. Cuffaro tiene testa alle accuse e senza imbarazzo addebita le colpe dello sfascio al centrosinistra.
Quando Travaglio, raro esemplare di giornalista dalla schiena dritta, gli spiattella davanti in sequenza le frequentazioni a dir poco dubbie, da Angelo Siino a Francesco Campanella, il presidente siciliano si innervosisce, suda, cerca di portare la discussione a babbiàta: coppola e risata. Fa una figura patetica, e con lui chi lo ha eletto.
Incalzato da domande vere, il presidente gigioneggia, si vanta di portare l’audienz al 20%, chiede di non essere inquadrato di profilo perché viene male.
Benny Calasanzio, due morti per mafia in famiglia, con grande dignità e con lucidità rara in un ventunenne, gli dice chiaro e tondo che un personaggio indagato per mafia non può fare il paladino dell’antimafia, né promettere ai parenti delle vittime i soldi delle tanto minacciate querele ai diffamatori - ché i parenti delle vittime hanno una dignità che non consente loro di accettare soldi da un personaggio simile.
Cuffaro è nervoso, arrabbiato, rigido. Non indossa di nuovo la coppola, ma fa il furbo, prende a pretesto la decisione tecnica di un tribunale per fare un’allusione pesante e meschina: i parenti di Calasanzio non erano innocenti. Lo dice con forza e con tono soddisfatto, sventolando un foglietto, e pare felice di rinfacciare ai suoi accusatori presunte mafiosità. Il pubblico è allibito e finisce così, con Cuffaro che ride e la Sicilia che affonda.
Maddalena Carollo, pur invitata, non era presente in studio.


