xantology blog inutile di a. pagliaro

Archivio della categoria giornale di sicilia

avercene, giornali così

di a. pagliaro 28/5/2007

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Vale anche come soluzione al difficile quiz di qualche giorno fa.
Avercene, giornali così!

cuffauguri a tutte le siciliane ed a tutti i siciliani

di a. pagliaro 12/4/2007

i cuffauguri

“L’avvenimento della resurrezione di Gesù è un evento storico senza precedenti nel, quale ciascuno può riconoscere la fonte di una certezza che il nostro cuore ricerca senza tregua nei mille impegni di ogni giorno ma che, da se stesso, non riesce a mai a realizzare”

Salvatore Cuffaro, Giornale di Sicilia, 8 aprile 2007

dovrebbe essere anticipata l’età dell’impunibilità penale

di a. pagliaro 28/3/2007

Seguendo la trasmissione di Bruno Vespa, Porta a Porta, che reputo attenta, pulita, socialmente apprezzabile a differenza di tanta televisione becera, volgare, rissosa, che sa insegnare ai giovani e non solo, l’arrivismo sociale, il finto perbenismo, le crisi familiari: un esempio di virtu!!! Che mescolate bene in uno shaker servono una miscela ideale d’insegnamenti per la violenza, per l’odio alle istituzioni, ed ai vari organismi di polizia e quindi, in sintesi a voltare le spalle alla giustizia, alla disciplina, al rispetto degli ideali e dei valori degli altri anche se non condivisibili.

bambini“Nella trasmissione, ma anche in altre ed in quasi tutti i giornali nazionali e locali, a proposito dell’omicidio dell’ispettore Filippo Raciti, si è parlato di tante cose giuste, fattibili e non, dal disagio giovanile e familiare, ed allora mi consenta di fare una proposta, da mandare ai nostri governanti: perché non approvare una legge che riduca l’imputabilità a 12 anni?

Si dice che l’età media è aumentata tanto da consigliare molti a sostenere la necessità di portare l’età pensionabile a 65 anni; ma nessun sociologo od addetto ai lavori dissentando sulla innegabile realtà dello sviluppo fisico, mentale, intellettivo e, a volte, criminale dei giovani ragazzi d’oggi. Quindi, prima si diventa coscienti di quello che nella vita, si può fare e quello che non si deve e che si identifica quasi sempre in atti di violenza, criminalità e guerriglia, e prima dovrebbe essere anticipata l’età dell’impunibilità penale. Pertanto, se per l’omicidio dell’ispettore Raciti dovesse risultare un colpevole, anche minorenne, costui andrebbe condannato all’ergastolo“.

Lettera di Gaetano V. al Giornale di Sicilia, 25 febbraio 2007

la pena di morte in un paese che pullula di telefonini

di a. pagliaro 24/2/2007

telefonini

Dopo l’ennesimo omicidio (vedi magazziniere ucciso a Trapani per salvare il collega) non capisco perché in Italia non deve essere introdotta la pena di morte. Faccio notare che oggi il vademecum dell’assassino italiano è: primo uccidere con tranquillità sapendo che una volta preso, vivrà ancora; secondo sa che dopo indulti e buona condotta è di nuovo fuori per ricominciare. Per quanto mi riguarda, la pena di morte la metterei per: politici corrotti, amministratori che falsano bilanci, delinquenti per furto-stupro e assassini“. (Giornale di Sicilia, 11 gennaio 2007)

Leggo con non poco sgomento la lettera di un lettore nella quale fa riferimento alla pena di morte, applicata nello specifico a Saddam Hussein. Premetto che il sopra citato (Hussein) più che alla categoria uomo possa tranquillamente essere annoverato alla categoria bestie infide ed immonde (giacchè l’uomo è stato dotato da Dio o Allah di ragione che lo distingue appunto dagli animali che vivono di solo istinto) per avere provocato orrore e dolore al suo caro (?) e amato paese, infierendo con crudeltà e ferocia su tanta gente innocente ed inerme, mi soffermo a pensare: ma davvero, ancora oggi nel 2007, in un paese che pullula di industrie, dove il telefonino non è più un optional, dove internet (ahimé) ha preso il posto dei cari quotidiani, dove non si fanno più di dieci metri senza auto, dove insomma l’uomo si è evoluto e ha migliorato (o almeno lo crede) la qualità della sua vita, si crede che provocare la morte di una persona, sia la soluzione giusta e corretta per avere democrazia? Giustizia? Libertà di pensiero, parola o religione?” (Giornale di Sicilia, 31 gennaio 2007)

ogni dubbio è risolto

di a. pagliaro 7/1/2007

dubbio risolto

Nessuno, però, anche quanti sono contro la pena di morte, può negare che questa è moralmente legittima, sempre, contro un tiranno

Prima pagina del Giornale di Sicilia, articolo di fondo (opportunamente) non firmato, 31 dicembre 2006

le risposte della filosofia

di a. pagliaro 21/12/2006

Nello scorso mese di novembre si giocò la partita di calcio Roma-Catania, terminata 7-0. Nei giorni successivi il mondo fu tormentato da un dubbio: fu vero sport?

Sul Giornale di Sicilia le risposte della filosofia.

giornale di sicilia
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gentilmente le stragi in periferia, io sto guardando la tv

di a. pagliaro 28/11/2006

strage chinnici

Per chi suona la sirena delle scorte
dal Giornale di Sicilia del 14 aprile 1985

Sono una onesta cittadina che paga regolarmente le tasse e lavora otto ore al giorno. Vorrei essere aiutata a risolvere il mio problema che, credo, sia quello di tutti gli abitanti della medesima via. Regolarmente tutti i giorni (non c’è sabato e domenica che tenga), al mattino, durante l’ora di pranzo, nel primissimo pomeriggio e la sera (senza limiti di orario) vengo letteralmente “assillata” da continue e assordanti sirene di auto della polizia che scortano i vari giudici. Ora io domando: è mai possibile che non si possa, eventualmente, riposare un poco nell’intervallo del lavoro o, quantomeno, seguire un programma televisivo in pace, dato che, pure con le finestre chiuse, il rumore delle sirene è molto forte?

Mi rivolgo al giornale, per chiedere perché non si costruiscono per questi “egregi signori” delle villette alla periferia della città, in modo tale che, da una parte sia tutelata la tranquillità di noi cittadini-lavoratori, dall’altra, soprattutto, l’incolumità di noi tutti che, nel caso di un attentato, siamo regolarmente coinvolti senza ragione (vedi strage Chinnici). Non mi si venga a dire di cambiare appartamento (e quindi via), perché credo che sia un sacrosanto diritto di ogni cittadino abitare dove meglio crede, senza, però, doverne subire conseguenze facilmente evitabili.

Patrizia Santoro, Palermo

Questa non è finzione, né uno scherzo. Anche se ciò può apparire assurdo, questa lettera è stata veramente pubblicata dal Giornale di Sicilia il 14 aprile 1985.

gangi-agrigentofavara: forse il risultato è un po’ bugiardo

di a. pagliaro 25/11/2006

Domenica otto gennaio 1989 si giocò l’epico scontro Gangi-Agrigentofavara, 17° turno del campionato interregionale 1988/89. L’indomani la cronaca del Giornale di Sicilia raccontava la vittoria del Gangi, zampata vincente di Rizzo al 81°. Il cronista gangitano criticava con misura l’operato dell’arbitro e ammetteva: il risultato è un po’ bugiardo.

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Negli spogliatoi in fermento, Alzani, allenatore dell’Agrigentofavara, si lamentava del mancato 2-1, che avrebbe dato tranquillità, e aggiungeva: il risultato non rispecchia l’andamento della gara. Il dirigente Cimino: la sconfitta è immeritata. Felice l’allenatore del Gangi: la nostra vittoria è legittima.

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Si scoprì il martedì che il risultato era veramente bugiardo. E che intervistando i protagonisti della gara il cronista gangitano, forse leggermente tifoso, doveva aver frainteso parecchie cose.

gds gds

Quando si dice far impallidire Biscardi.

il grande giornalismo siciliano

di a. pagliaro 2/11/2006

Il grande giornalismo siciliano ce o non ce?

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