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Archivio della categoria gianfranco miccichè

empedocle e archimede, ciccio e franco

di a. pagliaro 27/10/2007

“…la Sicilia delle scienze di Archimede (…), la Sicilia di una civiltà mai raggiunta dagli altri, la Sicilia del sole, dei limoni e dei piaceri (…), di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia (…), della gioia di vivere, degli amori”.
Gianfranco Miccichè, presidente del Parlamento siciliano, sul blog Rosalio.

“Era una bella città, ma ora è bellissima. Il sole, il mare, i fichi d’India, Empedocle, Archimede”.
Lo zio, dal film Johnny Stecchino.

etna, siccità, traffico e burocrazia

di a. pagliaro 25/10/2007

opinion leaderSecondo Opinion Leader - trasmissione patinata dove tutto è cool e trendy e Palermo è molto Palermo bene - si inaugura sempre qualcosa con champagne e caviale, il sindaco sorride abbronzato, la città vive una vita culturale frenetica, i negozi sono prestigiosi e la gente ha un sacco di soldi da spendere. Trasmessa da molte emittenti locali, qualsiasi zapping finisce per incontrarla.

Opinion Leader non fa interviste in ginocchio. Peggio: non fa domande. Si fa da parte e lascia parlare: ad esempio così. Poi, però, in chiusura di servizio, rispunta la biondina che ci illumina:

Nel prossimo incontro con il presidente Gianfranco Miccichè affronteremo un argomento che forse è la vera palla al piede per lo sviluppo della nostra isola.

La burocrazia“.

Già.
La vera palla al piede è la burocrazia.
Ma non erano l’Etna, la siccità e il traffico?

la mafia non c’è più (e i giudici sono pazzi)

di a. pagliaro 15/10/2007

Atto primo: (ANSA) -Roma, 12 ottobre “La Sicilia ha diritto di dichiarare finita l’emergenza mafiosa”. Lo ha detto il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Miccichè. Il numero uno dell’Assemblea è tornato sulla sua discussa frase di quanto sia triste arrivare in Sicilia in un aeroporto dedicato a Falcone e Borsellino. “Non dobbiamo abbassare l’attenzione verso il fenomeno mafia - ha proseguito - ma non sono più i tempi in cui c’era l’esercito. Noi siciliani dobbiamo cominciare a parlare delle cose positive”.

Atto secondo: Troppe polemiche all’interno della Procura di Palermo sul caso Cuffaro e la difesa del Presidente della Regione Sicilia, imputato nel processo per le ‘talpe’ della Dda per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto d’ufficio, si accinge a chiedere la rimessione del processo, con il rischio di azzerare l’intero dibattimento. Secondo i difensori di Cuffaro, Antonino Mormino, Nino Caleca e Claudio Gallina Montana, per i giudici non ci “sarebbero più le condizioni per potere proseguire con serenità il processo”.

l’aeroporto fico d’india - cannolo

di a. pagliaro 11/10/2007

miccichèD’accordo, la sua carriera politica è nata all’ombra di Dell’Utri. D’accordo, Mario Fecarotta gli telefonava spesso e lo chiamava Gianfranco: trentotto telefonate fra il 7 giugno e l’8 luglio 2001. Questo prima che Fecarotta fosse arrestato con il figlio di Totò Riina per essere poi condannato per associazione mafiosa, s’intende.

Tuttavia, le parole del presidente dell’Assemblea regionale siciliana rimangono sconcertanti: “Noi trasmettiamo sempre un’immagine negativa della nostra terra. Se qualcuno, in viaggio per Palermo in aereo, non ricorda che l’immagine della Sicilia è legata alla mafia, noi la evidenziamo subito già con il nome dell’aereoporto, Falcone e Borsellino

Falcone e Borsellino. Certo, un nome infelice, caro presidente. Potremmo chiamarlo Fico d’india-Cannolo, così da dare subito un’immagine positiva al turista e invogliarlo all’acquisto di prodotti tipici? Ci pensi e proponga in Assemblea.

La mafia cancelliamola, in fondo forse neppure esiste. Ripuliamo l’immagine della Sicilia. Cominciamo dal cancellare i martiri, quelli che la mafia l’hanno combattuta davvero. Il comune di Palermo, con via Falcone, aveva cominciato bene. Lì, lontana, in una periferia che nessun turista attraverserà mai.

Miccichè è la più alta carica siciliana. Per riparare a una frase simile, in una terra dove centinaia di uomini sono morti per combattere la mafia, potrebbe solo chiedere scusa e dimettersi. Dovrebbe farlo subito, senza tentennamenti. L’immagine della Sicilia non si ripulisce cancellando la memoria dei martiri, ma cancellando la mafia. Inutile sperare però: la dignità non si compra al supermercato, e nessun conoscente potrà mai consegnargliela in ufficio.

per essere liberi

di a. pagliaro 12/11/2006

zona rimozione

14 maggio 2006: festa di Forza Italia a Villa Bordonaro, Palermo, per la candidatura di Gianfranco Miccichè alle elezioni regionali siciliane. Automobili blu e di altri colori parcheggiate ovunque: doppia e tripla fila, marciapiedi, scivoli per disabili, aiuole.

Temeraria, interviene l’ispettore di polizia Caterina Saccomanno.

Mi avevano mandato a dirigere il traffico, e questo stavo facendo. Poi ho visto un disabile in carrozzella che non riusciva a muoversi sul marciapiedi. A quel punto ho cominciato a multare i mezzi in sosta vietata. Dopo qualche minuto è arrivata una telefonata. Era un collega che mi invitava ad andare via perché facevo troppo casino. Ha specificato che erano i superiori a volerlo. Ho risposto che un ordine del genere avrebbero dovuto comunicarlo attraverso la radio della centrale operativa e non via cellulare. Ancora qualche istante ed è arrivato dalla centrale l’ordine di andare via, in viale Lazio per un problema di viabilità. Ma in viale Lazio non c’era nulla, nessun intasamento, nessuna doppia fila

E Forza Italia per essere liberi. E Forza Italia che siamo tantissimi.

(intervista su La Repubblica del 5 novembre 2006)

presidente del parlamento siciliano

di a. pagliaro 16/10/2006

miccichè“Circa l’individuazione della persona alla quale Alessandro Martello ha consegnato la cocaina, l’attività informativa posta in essere ha permesso di ipotizzare che questi possa identificarsi verosimilmente in Gianfranco Miccichè, nato il primo aprile del 1954, sottosegretario di Stato all’Economia e finanze. Comunque anche questa volta la consegna è avvenuta all’interno di un edificio e quindi si è stati impossibilitati ad assistere alla cessione”
(informativa dei carabinieri alla Procura di Roma, 2002)

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