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la bicicletta
di a. pagliaro 26/9/2007

- Ha sentito, signora, lui fu che l’ammazzò.
- Lui chi?
- Il fidanzato, quello di Gragnasco.
- Ah. Ma il 101 passò?
- Veramente ha mezz’ora che sono qui e non passò. Ma di Gragnasco l’ha sentito?
- Non ne so parlare tanto.
- Telegiornale non ne vede, signora?
- C’è quando lo vedo, più sì che no…
- Comunque lo pigliarono, lui fu, il fidanzato. Dice che c’era il sangue nella bicicletta.
- Miii. L’ammazzò con la bicicletta?
- No, dice che scappò con la bicicletta.
- Mah. Eppure aveva quella facciuzza da bravo ragazzo.
- Al giorno d’oggi uno dei bravi ragazzi deve stare attento.
- Ma come si fa?
- E comunque ormai non si ragiona più.
- Ragione ha. Io comunque stasera mi vedo a Bruno Vespa.
Il quale Bruno Vespa certamente non ha deluso le signore. “Mumble mumble” - avrà pensato grattandosi il mento il grande giornalista, mentre le signore erano in attesa del 101 - “che ci metto in studio questa volta? Il plastico della casa no: già fatto per Cogne. Un bel fotomontaggio con le sorelle Cappa? No, ’ste stronze mi hanno fregato, visto e rivisto. Magari un bel cadavere in studio? Mi sa che poi il Moige… Il mestolo no, già l’ho usato, e poi mica l’ha uccisa col mestolo”.
“Mumble mumble” - il grande giornalista si sfrega le mani - “Dio mio! La bicicletta! La Graziella da donna con cui Stasi ha provato a fuggire! Come sarebbe a dire da donna non ce l’abbiamo? E va be’, mettiamocene una da uomo. Ecco, la piazziamo qui, al centro dello studio, e ci versiamo un poco di ketchup. Ecco, una macchiolina qui, una qui sui pedali. Ora chiamo Francesco Bruno, Paolo Crepet, la Parietti, la Palombelli, e la puntata è bell’e fatta. Chissà che audience, hi hi”.


