xantology blog inutile di a. pagliaro

Archivio della categoria elezioni comunali

sceglieteli più furbi

di a. pagliaro 29/11/2007

francesco pirrotta

La signora Pina, cassiera del centro commerciale Ferdico, guardava il volantino elettorale e pensava: “Ma io a questo dove lo vidi?”.
Francesco Pirrotta, candidato per la lista “Azzurri per Palermo” alle elezioni comunali, a lei pareva conoscente.
E poi quel giubbotto blu. “Io quel giubbotto me lo ricordo”.
Pensa che ti ripensa, la signora Pina ci arriva.
Ma certo. E’ lui!
E’ quel picciotto che il mese scorso venne a fare la rapina al centro commerciale! E aveva pure lo stesso giubbotto.
Lui: Francesco Pirrotta, genio del crimine, che prima si fa una bella rapina e poi, vestito allo stesso modo, si fa fotografare per i volantini elettorali. Migliaia di volantini che poi provvede a distribuire in città, anche al centro commerciale appena rapinato.
Così l’Al Capone dei poveri viene denunciato (e il giubbotto trovato a casa sua).
Il pm ne chiede l’arresto ma per il gip gli indizi non sono sufficienti. D’altra parte gli “Azzurri per Palermo”, avrà pensato, sono anche Azzurri per la Libertà.
Morale: Azzurri cari, i rapinatori da candidare sceglieteli più furbi. Se ne trovano a bizzeffe.

[Questa storia, per quanto incredibile, è vera. Immagine dal sito fascio e martello]

my new pen friend

di a. pagliaro 28/6/2007

presidente.jpg

Dunque, io una lettera gliela avevo scritta. Però pensavo: va be’, è presidente, avrà un sacco di impegni, e pure tutti i suoi segretari avranno un sacco di impegni. Figuriamoci se mi risponde qualcuno, figuriamoci. E invece un certo Pasquale (che dalla firma non capisco bene il cognome), “Il Consigliere per la Stampa e l’Informazione del Presidente della Repubblica“, si è messo lì, paziente, con la sua mont blanc, e mi ha mandato una bella letterina (su carta così bella ma così bella che devo chiedere in quale cartoleria la comprano).

E questa bella letterina, ora, che cosa dice non lo posso certo riferire qui. Perché è corrispondenza privata, e sarebbe reato. Però posso dire che parla della visita del presidente Napolitano a Palermo, parla del suo incontro con il comitato “Democrazia a Palermo” (fuori protocollo, tanto che poi qualcuno - nella migliore tradizione locale - li ha pure denunciati, e senza che gli venisse da ridere), parla di un vigile controllo del Capo dello Stato (nei limiti e prerogative del ruolo istituzionale). Insomma, io ho l’impressione, solo l’impressione si capisce, che Giorgio, in fondo in fondo, è d’accordo con me.

palermo, nigeria

di a. pagliaro 2/6/2007

nigeria.jpg

Dall’interpellanza sulle irregolarità nelle elezioni comunali di Palermo, presentata al governo da cinquantasei parlamentari.

Irregolarità ed anomalie possono essere riassunte in tre categorie: quelle avvenute prima, quelle avvenute durante e quelle avvenute dopo le operazioni di voto e scrutinio.

Prima

  • in numerosi casi, le schede sarebbero state vidimate e contate dai soli presidenti in assenza degli scrutatori prima dell’insediamento dei seggi; in particolare risulta che i presidenti sarebbero stati convocati dagli Uffici comunali presso i seggi per la consegna del materiale elettorale alle ore 18 di sabato 12 maggio, mentre gli scrutatori sarebbero stati convocati per domenica 13 maggio alle ore 6; un intervento della DIGOS ha accertato che alcuni presidenti stavano procedendo in assoluta solitudine alla conta e alla timbratura delle schede, ma gli interventi della DIGOS sono stati limitati dall’esigua dotazione di personale e mezzi riservata all’Ufficio; tale circostanza getta una luce oscura sul fatto che dai verbali risulterebbe che al momento dell’insediamento dei seggi la domenica mattina, i plichi di schede risultavano aperti in molte sezioni e nella quasi totalità di tali casi da una a 100 schede risultavano mancanti;

Durante.

  • schede regolarmente vidimate e non votate sarebbero state rinvenute al di fuori dei seggi, sia all’interno che all’esterno dei plessi scolastici, secondo quanto riportato dalla stampa circa interventi della DIGOS eseguiti durante le operazioni di voto;
  • in alcune sezioni sono stati rinvenuti nell’urna e regolarmente spogliati pacchetti anche di 160 schede che risulterebbero tutte votate dalla stessa mano e con la stessa grafia, in favore del medesimo candidato, e per di più con matite non corrispondenti a quelle copiative in dotazione ai seggi;
  • lì dove tali massicce presenze di schede anomale sono state notate, è stato anche evidenziato come le stesse siano state estratte dalle urne in modo consequenziale;
  • nelle prime ore del mattino di domenica si è registrata una formale elevatissima affluenza di elettori che non appare sia stata corrispondente a un effettivo sovraffollamento dei seggi; in moltissimi casi gli elettori presentatisi nel prosieguo della giornata hanno constatato che accanto al proprio nominativo riportato negli elenchi delle sezioni risultava annotato un documento di identità, come se qualcuno avesse già votato in loro vece (a tal proposito giova ricordare che nei mesi scorsi l’Ufficio Anagrafe del Comune di Palermo, retto dallo stesso dirigente dell’Ufficio elettorale, aveva denunciato il furto in blocco di centinaia di carte di identità in bianco);
  • in diversi seggi vi è stato un abnorme afflusso di sedicenti analfabeti e portatori di handicap che richiedevano l’assistenza sempre dello stesso accompagnatore; in alcuni casi si è giunti all’incredibile percentuale del 20% degli aventi diritto (con un incremento percentuale, in quei seggi, del 800% del numero di analfabeti rispetto alle precedenti consultazioni regionali del 2006); ancora più grave appare il fatto che spesso tale dichiarazione di presunto analfabetismo o handicap sarebbe stata accettata dai presidenti senza richiedere la prescritta documentazione di legge;
  • centinaia di ciechi sarebbero stati accompagnati ai seggi da un esiguo gruppo di volontari del Servizio Civile Nazionale in servizio presso l’Unione Italiana Ciechi di Palermo, il cui segretario è Consigliere comunale uscente e nuovamente candidato; ciò sarebbe avvenuto nonostante la normativa vigente permetta a un singolo accompagnatore di assistere al voto non più di un elettore per ogni singola tornata elettorale;
  • per tutte le ore delle operazioni di voto, tutti i plessi scolastici della città sono stati presidiati dai candidati e da loro galoppini che in alcuni casi procedevano a svolgere attività di propaganda all’ingresso delle scuole e che in alcuni casi avevano predisposto auto e moto lungo le strade di accesso alle scuole, tanto da determinare la creazione di passaggi obbligati per gli elettori che si recavano ai seggi;
  • tali anomale situazioni sono state sempre segnalate alle forze dell’ordine presenti all’interno dei seggi che hanno quasi sempre obiettato la propria non competenza ad agire per fatti che avvenivano all’esterno dei seggi; le conseguenti segnalazioni alla DIGOS e al 113 hanno trovato raramente soddisfazione perché, come è stato riferito dagli stessi operatori della Questura, l’Ufficio aveva in dotazione una sola vettura destinata al controllo di tutti i 130 plessi scolastici;
  • diversi elettori sarebbero stati sorpresi all’interno delle cabine di voto intenti a fotografare la propria scheda con telefonini; alle ovvie richieste di chiarimenti, gli elettori avrebbero risposto di “dover dimostrare il proprio voto”;

Dopo.

  • sembrerebbe che la delicata operazione di trasmissione dei plichi sigillati e dei verbali di spoglio provenienti dalle singole sezioni ed indirizzati all’ufficio elettorale del Comune sia stata caratterizzata dalla mancata identificazione dei soggetti che consegnavano il materiale elettorale e dall’assoluta incertezza su chi sia stato effettivamente delegato a compiere la consegna; a conferma di ciò, vi sono le dichiarazioni rese da alcuni scrutatori circa la mancata identificazione di chi procedeva alla consegna dei plichi e le riprese video eseguite da una troupe televisiva che ha dimostrato come chiunque potesse depositare verbali originali o presunti tali presso la sede del Comune;
  • la mancata identificazione dei consegnatari, sia al momento della partenza dai seggi che al momento dell’arrivo presso la Casa comunale, rende concreta la possibilità di alterazione e sostituzione del materiale elettorale ed offre una chiave di lettura delle numerose cancellature, abrasioni, modificazioni con bianchetto ed incompletezze che caratterizzano molti verbali presumibilmente provenienti dai seggi, nonché della circostanza che tra i dati comunicati dai rappresentanti di lista e quelli ufficializzati dal Comune risultano macroscopiche diminuzioni in danno del candidato Leoluca Orlando e macroscopici aumenti in favore del candidato Diego Cammarata; un esame accurato dei dati riferiti a sole 80 sezioni su 600 ha evidenziato “correzioni” dei dati per circa 2.000 voti in favore del candidato Cammarata: tali correzioni corrispondono nella stragrande maggioranza dei casi proprio a quei verbali nei quali sono evidenti delle modifiche e alterazioni successive alla loro chiusura;
  • tale esame ha per altro evidenziato come in tali sezioni anomale vi sia una altrettanto anomala esiguità delle schede bianche e nulle;
  • risulterebbero del tutto mancanti i verbali di alcune sezioni, tanto per le elezioni del Sindaco e del Consiglio che per la elezione dei Consigli Circoscrizionali;
  • numerosi candidati di entrambi gli schieramenti hanno dichiarato di non aver rinvenuto nelle sezioni in cui avevano votato neppure il proprio voto personale o quello dei loro coniugi;
  • numerosi rappresentanti di lista hanno segnalato che durante lo spoglio alcuni presidenti hanno permesso ad estranei forniti di matita copiativa di toccare le schede, così come hanno denunciato diversi tentativi operati da alcuni presidenti di procedere all’allontanamento di tutti i rappresentanti di lista dalle aule in cui avveniva lo scrutinio;
  • risulta dai verbali che alcuni presidenti hanno mostrato durante tutte le operazioni di scrutinio una evidente propensione a tutelare gli interessi di un candidato Sindaco, arrivando persino ad assegnare allo stesso come voti validi quelli rappresentati da schede sulle quali, accanto al nome del candidato, erano scritte parole offensive;
  • secondo quanto riportato da numerosissimi rappresentanti di lista, moltissimi presidenti si sarebbero rifiutati di verbalizzare la contestazione delle schede e, in alcuni casi, avrebbero addirittura pretesto che i rappresentanti di lista lasciassero i seggi prima di dare inizio alle operazioni di scrutinio;
  • durante le operazioni di scrutinio, diversi rappresentanti di lista hanno denunciato atteggiamenti se non addirittura atti intimidatori ai loro danni, sia da parte di componenti di seggio che da parte di altri rappresentanti di lista;
  • nonostante vi siano numerosi verbali mancanti, manomessi, alterati o bianchi nella parte riguardante il riporto dei voti per il Consiglio Comunale per un totale di circa 100 verbali pari a non meno di 65.000 voti validi e nonostante vi siano, per i motivi già espressi, parecchi dubbi circa la rispondenza dei verbali ai fatti realmente avvenuti nei seggi, si è proceduto alla proclamazione del Sindaco e si sta procedendo alle successive operazioni propedeutiche alla proclamazione dei Consiglieri Comunali;
  • un candidato al Consiglio comunale risultato fra i potenziali eletti ha denunciato pubblicamente che nei giorni immediatamente successivi al voto presso gli sportelli della Banca d’Italia si sarebbero presentate centinaia di persone chiedendo di poter cambiare banconote tagliate in due in modo netto; sembrerebbe che tale flusso sia di circa venti volte superiore a quello registrato mediamente ogni mese; tale circostanza adombra il sospetto che vi siano state non solo forme di acquisto del voto, ma anche forme di controllo dello stesso attraverso il ricatto della mancata consegna della seconda metà della banconota;

Testo completo della interpellanza (pdf)

indovina chi non firma quiz

di a. pagliaro 20/5/2007

addiopizzo

Grande quiz oggi su xantology.

Il comitato Addiopizzo, giovani coraggiosi, ha invitato i candidati a sindaco di Palermo a sottoscrivere, prima delle elezioni, un documento. Il documento era una promessa di impegno nella lotta al racket ed era articolato nei seguenti punti:

  1. inserimento nei bandi di bandi di gara e nei contratti di clausole “antiracket”;
  2. lotta all’abusivismo;
  3. costituzione di parte civile del Comune in tutti i processi che riguardano mafia ed estorsioni;
  4. concessione di spazi per fiere periodiche del consumo critico anti-pizzo;
  5. su proposta del Centro Siciliano di Documentazione “Peppino Impastato”, concessione di adeguati spazi per la realizzazione di un Museo cittadino della memoria, dell’impegno e della lotta alla mafia.

Il documento è stato presentato alla facoltà di giurisprudenza il 27 aprile e sottoscritto da tutti i candidati tranne uno.

Ecco la domanda a cui il pubblico è chiamato a rispondere:

In una città dove ogni atto pubblico ha forte valore simbolico, chi dei cinque candidati a sindaco non ha firmato il documento?

  1. Diego Cammarata (Forza Italia)
  2. Massimo Costa (L’altra Sicilia)
  3. Leoluca Orlando (Italia dei Valori)
  4. Andrea Piraino (Italia di Mezzo)
  5. Giovanni Battista Zampardi (Forza Nuova)

Capisco, è difficile. Soltanto uno su cinque!
Va bè, un aiutino: il candidato che non ha firmato ha anche dimenticato, da sindaco in carica, di patrocinare la manifestazione contro il racket del 5 e 6 maggio.

Via alle telefonate da casa.

il cielo azzurro di palermo

di a. pagliaro 15/5/2007

cammarataCentinaia, probabilmente migliaia, di schede votate fuori dai seggi con un pennarello, voti fotografati coi telefonini, quartieri popolari acquistati a qualche euro a voto. Scrutatori ragazzini minacciati da energumeni, presidenti di seggio che allontanano tutti e contano da soli, voti nulli diventati validi, voti validi diventati nulli, campagna elettorale martellante e intimidatoria fin dentro i seggi, volantini nelle cabine elettorali, fotocopie di schede nelle urne. Sondaggi pubblicati a urne aperte, candidati in tv per l’intero pomeriggio di domenica. Questa è Palermo al voto per il sindaco, anno 2007, quindici anni dopo la morte di Falcone. Palermo prigioniera. Palermo dove tutto va male e la gente vota per una manciata di euro o la promessa di un posto. Dove centodieci autisti di autobus vengono assunti subito prima delle elezioni e che importa se non hanno la patente, importante che abbiano il telefonino con la videocamera.

Palermo città più cool d’Italia, due milioni di euro per i manifesti mentre gli ultimi non mangiano e affollano gli uffici delle finanziarie perché la tv deve essere al plasma.
Quindici anni che sono passati perché la mafia non sparasse più, niente più bombe, niente più kalashnikov. E’ tutto tranquillo, va tutto bene, il cielo è sempre più azzurro. Tutti pagano il pizzo, comandiamo noi. Falcone? Per lui basta mezzo aeroporto e una strada in periferia.

altanIl sindaco di Palermo è ancora lui, Diego Cammarata. Si presenta in tv con un larghissimo sorriso, il viso di uno strano colore marrone. Sembra la pubblicità di un villaggio Valtur. Lo è stato per cinque anni e mezzo, sindaco, il suo slogan “il sindaco della nuova Palermo”. Nuova? La città è un’immensa discarica, la gente è aggressiva, non esiste più alcuna regola, i pedoni muoiono sulle strisce, la vita culturale è azzerata, gli intellettuali sono rassegnati nelle loro case, hanno votato Orlando con poca speranza, leggono libri e attendono. Sanno che la democrazia qui non ha funzionato mai, perché democrazia non è mai stata. L’unica speranza della Sicilia è un governo che venga da fuori, tornare ai Normanni, per esempio. Un commissario speciale e un pugno di sindaci che vengano dall’Olanda, dalla Germania, dalla Scandinavia, ecco cosa ci vorrebbe.

Oggi Palermo è città selvaggia. Si respira smog e aria di guerra. Città da devastare per diventare più furbi, più forti, per rubare di più, insultare, picchiare. Una città dove tutti odiano tutti e la gente si ammazza per un parcheggio sbagliato. Forse l’unica città d’Europa dove nessuno si ferma alle strisce pedonali, i più accelerano e schivano, ti gridano cornuto e corrono incazzati verso non si capisce che cosa, perché poi si sa che non hanno nulla da fare. Sono tutti disoccupati e i soldi chissà da dove vengono.

Le automobili la stanno soffocando, questa città, e i commercianti, versata la rata del pizzo, abbracciano Diego felici: ha promesso di lasciare il centro aperto alle auto. Palermo città più inquinata d’Italia vuole rafforzare il primato: auto dappertutto e sì anche all’inceneritore a pochi passi dal centro. Sì, sì, evviva, sono appalti, soldi. Il grande bisinìssi dei rifiuti. Polvere sottili? Eh? Pm10? Che vorrà dire?

Ma lui non c’entra, povero Diego, lui è invisibile, come disse Fassino, però ha il fisico per fare il sindaco, è abbronzato, gioca a tennis, come piace a Berlusconi. Secondo Orlando, il prestanome politico di Miccichè e Cuffaro. E leggetele le intercettazioni, sentiteli parlare al telefono questi due signori. Sentite cosa dicono e a chi lo dicono. Informatevi sulla signora Maddalena Carollo. E poi ripensate a quel botto, quindici anni fa sull’autostrada.

candidati a sindaco di palermo: il confronto tv

di a. pagliaro 12/5/2007

sindaci-raitre.jpg

Nello studio di Raitre, i candidati a sindaco di Palermo per l’ultimo confronto prima delle elezioni. Da sinistra: Massimo Costa (L’Altra Sicilia), il sindaco uscente Diego Cammarata (Forza Italia), Andrea Piraino (Italia di Mezzo), il conduttore rai Dario Miceli, Leoluca Orlando (Italia dei Valori) e Giovanni Battista Zampardi (Forza Nuova).

è tutto un magna magna

di a. pagliaro 7/5/2007

panesalamericotta.jpg
pane salamone e ricotta, però!

palermo è viva, lui molto di più

di a. pagliaro 7/5/2007

bottiglieri.jpg

Il mio nome è Orazio Bottiglieri, ho 31 anni, sono sposato ed ho due bellissime figlie, di nome Grazia e Sara, una famiglia felice che il signore mi ha donato.

(da oraziobottiglieri.it, immagine da ateneo on line)

arbitri di calcio e altre meraviglie

di a. pagliaro 6/5/2007

vari.jpg

alcune immagini da Fascio e Martello.

il voto gagliardo

di a. pagliaro 5/5/2007

votogagliardo.jpg

l’importanza dei parrucchieri (3-fine)

di a. pagliaro 5/5/2007

celesia-parrucchiere.jpg

Scrivi: Giovanni Celesia (Parrucchiere)
Mi chiedo: “parrucchiere” lo devo scrivere pure? E se sì, lo metto fra parentesi?
immagine da Fascio e Martello.

l’importanza dei parrucchieri (2)

di a. pagliaro 4/5/2007

santoro.jpg

immagine da Fascio e Martello.

la passione azzurra e l’importanza dei parrucchieri (1)

di a. pagliaro 4/5/2007

passioneazzurra.jpg

… a sostegno

di a. pagliaro 3/5/2007

asostegno.jpg

palermo in love

di a. pagliaro 2/5/2007

palermoinlove.jpg

(Agostino Portanova) ha ottime capacità di lavorare in ambienti multiculturali e in team.
Ha spesso coordinato le attività di alcuni Enti di Formazione come: Cooperativa recupero crediti, Tecnoservice, Tecnosistem, M.A.Q., Cesim, Enfop-Confimprese, Sigma, Eap.Fedarcom.
È stato docente di diversi corsi di formazione quali:
Corso di formazione CISPEL come “esperto riciclaggio dei rifiuti”.
Corso di formazione ISIDA per “agenti ambientali”.
Corso di formazione SIGMA per “tecnico della sicurezza in azienda”.
Corso di formazione M.A.Q. sul tema “sicurezza sul lavoro – legge 626/94”.
Corso di formazione per mediatori culturali Associazione Cielo d’Alcamo sul tema “legislazione sociale”.
Corsi di formazione TECNOSERVICE sul tema “legge 626/94 applicata alle relazioni sindacali”.

da www.agostinoportanova.it

Chiudi
Invia e-mail



www.kilombo.org


tracker