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Archivio della categoria bruno vespa

la bicicletta

di a. pagliaro 26/9/2007

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- Ha sentito, signora, lui fu che l’ammazzò.
- Lui chi?
- Il fidanzato, quello di Gragnasco.
-
Ah. Ma il 101 passò?
- Veramente ha mezz’ora che sono qui e non passò. Ma di Gragnasco l’ha sentito?
- Non ne so parlare tanto.
- Telegiornale non ne vede, signora?
- C’è quando lo vedo, più sì che no…
- Comunque lo pigliarono, lui fu, il fidanzato. Dice che c’era il sangue nella bicicletta.
- Miii. L’ammazzò con la bicicletta?
- No, dice che scappò con la bicicletta.
- Mah. Eppure aveva quella facciuzza da bravo ragazzo.
- Al giorno d’oggi uno dei bravi ragazzi deve stare attento.
- Ma come si fa?
- E comunque ormai non si ragiona più.
- Ragione ha. Io comunque stasera mi vedo a Bruno Vespa.

Il quale Bruno Vespa certamente non ha deluso le signore. “Mumble mumble” - avrà pensato grattandosi il mento il grande giornalista, mentre le signore erano in attesa del 101 - “che ci metto in studio questa volta? Il plastico della casa no: già fatto per Cogne. Un bel fotomontaggio con le sorelle Cappa? No, ’ste stronze mi hanno fregato, visto e rivisto. Magari un bel cadavere in studio? Mi sa che poi il Moige… Il mestolo no, già l’ho usato, e poi mica l’ha uccisa col mestolo”.

“Mumble mumble” - il grande giornalista si sfrega le mani - “Dio mio! La bicicletta! La Graziella da donna con cui Stasi ha provato a fuggire! Come sarebbe a dire da donna non ce l’abbiamo? E va be’, mettiamocene una da uomo. Ecco, la piazziamo qui, al centro dello studio, e ci versiamo un poco di ketchup. Ecco, una macchiolina qui, una qui sui pedali. Ora chiamo Francesco Bruno, Paolo Crepet, la Parietti, la Palombelli, e la puntata è bell’e fatta. Chissà che audience, hi hi”.

bruno vespa: la nuova opera in libreria

di a. pagliaro 18/6/2007

bruno vespaFinalmente in libreria, edito da Mondadori, il nuovo libro del brillante giornalista Rai: “Storia d’Italia vista da Cogne” è uno splendido affresco della storia del nostro Paese. I preziosi contributi del senatore Andreotti, assolto dalle accuse di mafia, e le postfazioni di Alba Parietti, Carlo Taormina e Giulia Bongiorno ne fanno un’opera imperdibile.

Nell’opera, Bruno Vespa, dal punto di vista di chi conosce e non teme i potenti, ci racconta la storia d’Italia da un osservatorio privilegiato: il paese di Cogne. La storia raccontata dal grande giornalista, con il piglio del cronista di razza, è una lunga cavalcata lungo tutti gli avvenimenti che hanno fatto il nostro Paese: Adamo ed Eva, l’uomo di Neanderthal, Giulio Cesare, Garibaldi, Mussolini, piazzale Loreto, la nascita della Repubblica, piazza Fontana, Aldo Moro, la caduta del Muro, Tangentopoli, l’assoluzione di Andreotti dalle accuse di mafia, il delitto di Cogne, i colloqui fra Berlusconi e Bush, il G8 di Genova, la guerra in Iraq e lo sbarco su Marte.

L’autore, che da quasi dieci anni conduce con successo Porta a Porta, ricostruisce in presa diretta e con rigorosa puntualità, attraverso molti particolari inediti, tutti questi avvenimenti cruciali per la vita nazionale, con l’ausilio delle straordinarie testimonianze di Giulio Andreotti, che, particolare che l’autore ama sottolineare, è stato assolto dall’accusa di mafia.

Con il consueto stile secco e immediato, Bruno Vespa ha anche intervistato Prodi e Berlusconi, e ne ha raccolto i progetti sulla nascita, a sinistra, del Partito democratico e, a destra, del Partito della Libertà. Entrambi hanno tenuto a sottolineare l’importanza di un uomo come Andreotti, ingiustamente accusato per anni dalle toghe rosse, nelle istituzioni della nostra Repubblica. Spicca, in queste pagine, il colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che parla della sua elezione, della volontà di tenere unito il paese e dell’assoluzione di Andreotti.

L’autore, poi, dedica due intensissimi capitoli alle elezioni più drammatiche della nostra storia, quelle del 2006, e uno dei capitoli finali alla ricostruzione della vicenda Telecom, basata su testimonianza di prima mano: ne parla Valeria Marini che ha ben tre schede Tim.

Sullo sfondo di questo magnifico affresco della storia nazionale, è ricostruita anche la storia dell’America. Una ricostruzione puntuale, precisa, originale, che si giova del contributo dell’americana Clarissa Burt.

Cogne è anche il pretesto per domandarsi: perché l’odio è stata la tragica forza motrice del secolo passato e rischia di esserlo anche di quello presente? Perché? Bruno Vespa spazia dalla storia ai più ampi confini della cronaca e risponde con grande brillantezza al quesito, coadiuvato dalle testimonianze di Giulio Andreotti, assolto dalle accuse di mafia, sul delitto di Cogne e da una puntualissima analisi dello psichiatra Paolo Crepet.

Gustosissimo il capitolo in cui Vespa, con l’aiuto del senatore a vita assolto dalle accuse di mafia, ci racconta che cosa si dicono a quattr’occhi Berlusconi, protagonista del nuovo miracolo italiano, e Bush. Lì dove si percepisce, fra le barzellette e le battute, che a un occhio sbadato potrebbero persino apparire volgari, la grandezza politica dei due statisti. Solo i grandi statisti, infatti, suggerisce l’autore, sanno discutere con tale leggerezza dei più grandi temi sociali.

In appendice, infine, Vespa ci racconta la tragedia dell’11 settembre e ci propone una ricostruzione degli incidenti con cui bande armate di terroristi hanno funestato il G8 di Genova.

Imperdibili poi le tre postfazioni. Nella prima Alba Parietti ricostruisce la guerra in Iraq da un osservatorio privilegiato: casa sua. Nella seconda l’avvocato Giulia Bongiorno approfondisce le ragioni dell’assoluzione di Giulio Andreotti e ne ricostruisce la vicenda umana di persecuzione da parte della malagiustizia rossa. Nella terza, finalmente l’avvocato Taormina rivela il vero colpevole del delitto di Cogne: lo stesso Bruno Vespa, unico ad avere un movente.

Bruno Vespa, Storia d’Italia vista da Cogne, Mondadori, € 23,50, 882 p., rilegato. Edizione con cofanetto da collezione € 39,90.

(crosspostato su Cabaret Bisanzio)

dovrebbe essere anticipata l’età dell’impunibilità penale

di a. pagliaro 28/3/2007

Seguendo la trasmissione di Bruno Vespa, Porta a Porta, che reputo attenta, pulita, socialmente apprezzabile a differenza di tanta televisione becera, volgare, rissosa, che sa insegnare ai giovani e non solo, l’arrivismo sociale, il finto perbenismo, le crisi familiari: un esempio di virtu!!! Che mescolate bene in uno shaker servono una miscela ideale d’insegnamenti per la violenza, per l’odio alle istituzioni, ed ai vari organismi di polizia e quindi, in sintesi a voltare le spalle alla giustizia, alla disciplina, al rispetto degli ideali e dei valori degli altri anche se non condivisibili.

bambini“Nella trasmissione, ma anche in altre ed in quasi tutti i giornali nazionali e locali, a proposito dell’omicidio dell’ispettore Filippo Raciti, si è parlato di tante cose giuste, fattibili e non, dal disagio giovanile e familiare, ed allora mi consenta di fare una proposta, da mandare ai nostri governanti: perché non approvare una legge che riduca l’imputabilità a 12 anni?

Si dice che l’età media è aumentata tanto da consigliare molti a sostenere la necessità di portare l’età pensionabile a 65 anni; ma nessun sociologo od addetto ai lavori dissentando sulla innegabile realtà dello sviluppo fisico, mentale, intellettivo e, a volte, criminale dei giovani ragazzi d’oggi. Quindi, prima si diventa coscienti di quello che nella vita, si può fare e quello che non si deve e che si identifica quasi sempre in atti di violenza, criminalità e guerriglia, e prima dovrebbe essere anticipata l’età dell’impunibilità penale. Pertanto, se per l’omicidio dell’ispettore Raciti dovesse risultare un colpevole, anche minorenne, costui andrebbe condannato all’ergastolo“.

Lettera di Gaetano V. al Giornale di Sicilia, 25 febbraio 2007

perdono

di a. pagliaro 16/1/2007

l'erba del vicino a porta a porta

A Porta a Porta a discutere della strage di Erba Paolo Crepet vestito in una sgargiante maglia arancione, Francesco Bruno criminologo con la barba, Barbara Palombelli moglie di Rutelli, Simonetta Matone giudice di Roma, le showgirls Alba Parietti e Valeria Marini, l’americana Clarissa Burt, l’avvocato Carlo Taormina, il direttore del Giornale Maurizio Belpietro. Al centro dello studio, il modello della casa in polistirolo.

Bruno Vespa introduce parlando di tragedia che ci ha colpiti tutti. Francesco Bruno si alza e mostra sul modellino della casa il modus operandi. Schizzi di sangue sulle pareti, la casa che brucia, stavolta nienti zoccoli e pigiami. L’avvocato Taormina precisa che tutto ciò è illegittimo e che assicurerà il vero colpevole alla giustizia. Alba Parietti prova a dire qualcosa, e la lasciano parlare. Nessuno l’ascolta, ma tutti le guardano la microgonna.

Pubblicità della BMW. Pubblicità dove c’è Barilla c’è casa. Pubblicità fiction Incantesimo.

In diretta da Erba il sindaco che parla di indelebilemarchiodinfamia. Bruno Vespa chiede il parere di Valeria Marini. Lei risponde mostrando il decoltè. Mentre il giudice Matone parla di traumi infantili irrisolti, Clarissa Burt la interrompe facendo un parallelo con gli Stati Uniti. Elenco di serial killer americani. Giustizia Usa. Cenno alla pena di morte. Belpietro sostiene che sì stavolta non è stato il pregiudicato tunisino, ma che il 50% dei reati sono compiuti da extracomunitari. Crepet si aggiusta il ciuffo e interviene sulla cultura xenofoba, sul rifiuto del diverso, sul tipico caso di psicopatia di coppia e ancora sui traumi infantili irrisolti. Barbara Palombelli parla dell’epoca attuale come quella della perdita di ogni valore e della alienazione nella società contemporanea.

Dopo il tg1 della notte e la pubblicità, intervista esclusivaportaaporta con il signor Castagna, che perdona.

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