una domanda a repubblica
di a. pagliaro
Il giornale La Repubblica è impegnatissimo in una campagna feroce contro il premier Berlusconi. Bene. A parte qualche caduta di stile (perché pubblicare le lettere d’amore che Noemi scrisse al vecchio fidanzato Gino?) la campagna è giusta e ogni uomo di buon senso spera che Berlusconi, in qualche modo, ceda. Ogni uomo di buon senso spera di non vedere mai più Berlusconi ricoprire una carica istituzionale. Ogni uomo di giustizia, Saramago in testa, vorrebbe vederlo in carcere.
Ma, se non ricordo male, La Repubblica è lo stesso giornale che, quando Berlusconi impose Schifani presidente del Senato, si sbrodolò in agiografie, mai citando i dubbi - chiamiamoli dubbi - trascorsi della seconda carica dello Stato. E che, quando finalmente, unico a farlo, Travaglio ricordò il passato imbarazzante di Schifani e la sua totale inadeguatezza a ricoprire un ruolo istituzionale, invece di impegnarsi in una feroce campagna contro il premier e contro Schifani, scatenò la furia del suo giornalista migliore, D’Avanzo, contro Travaglio. Con il risultato di esporre D’Avanzo a figure ridicole.
Rimango convinto che nominare uno col passato di Schifani alla presidenza del Senato sia peggio - molto peggio - dello scandalo Noemi, qualunque cosa sia lo scandalo Noemi.
La domanda che vorrei rivolgere a Repubblica è dunque: cosa è cambiato, nel frattempo?
postato in giornalismo, silvio berlusconi
(
commento di Mario
29 May 2009
Non volevo rispondere a questo post (che comunque ho condiviso su fb), scrivo solo per dire che aspetto con ansia le rue riflessioni sulla nuova giunta regionale…
commento di a. pagliaro
4 Jun 2009
Caro Mario,
fra Lombardo e i suoi nemici, molto meglio Lombardo, ma sembra la storia “nel paese dei ciechi chi ci vede da un occhio”. E’ tristissimo che in Sicilia la destra debba farsi l’auto-opposizione. Ma finché a sinistra avremo i Cracolici, sarà sempre così. Mi pare che l’unica speranza per la Sicilia sia un parlamento composto da scandinavi, purché dopo pochi anni se ne tornino in Scandinavia. Ché se si ambientano troppo, poi diventano amici degli amici pure loro.
commento di PalermoBlog
6 Jun 2009
Ottima questione, Xantology. E la risposta arriverà? Dubito ergo sum.