18 Feb 2009

arcangioli con la borsa di borsellino Fra stupri, rumeni, veltroni e sanremi ho l’impressione di non avere letto questa notizia sui giornali: la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura di Caltanissetta contro la sentenza di assoluzione emessa dal Gip nei confronti del colonnello dei carabinieri, Giovanni Arcangioli, che era accusato di furto, aggravato dall’aver favorito Cosa Nostra, dell’agenda rossa del giudice Paolo Borsellino.

Dopo la delegittimazione di Gioacchino Genchi, uno che delle stragi conosce esecutori e mandanti, un altro passo indietro nell’indagine del gambero: l’individuazione dei veri assassini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Assassini che dunque rimarranno al calduccio nei loro Palazzi. Eppure, io spero, non per sempre. Qui il disperato intervento di Valentina Culcasi sul sito di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo.

Di seguito riporto parte del post che scrissi ad aprile 2008, quando il Tribunale di Caltanissetta, addirittura in fase di udienza preliminare, assolse l’allora capitano, poi promosso colonnello, Arcangioli.

L’uomo nella foto, vestito di celeste, è il capitano Arcangioli. Sono passati pochi minuti dallo scoppio della bomba che ha ucciso Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta. Il capitano Arcangioli si allontana dall’auto del giudice con una borsa di cuoio in mano. Nella borsa di cuoio, l’ormai famosa agenda rossa nella quale il magistrato appuntava tutti i suoi incontri, soprattutto gli interrogatori che in quei giorni conduceva con i collaboratori di giustizia Vincenzo Calcara, Gaspare Mutolo e Leonardo Messina.

Collaboratori importantissimi: stavano parlando delle collusioni tra mafia e politica, tra mafia e servizi segreti, tra mafia e pezzi delle istituzioni, tra mafia e mondo dell’imprenditoria e degli appalti.

L’uomo della foto non ha in mano la borsa del giudice Borsellino, lo dice la giustizia. Se la vedete, deve trattarsi di una illusione ottica.

Giovanni Arcangioli, accusato di aver rubato il 19 luglio del 1992 l’agenda rossa del procuratore aggiunto Paolo Borsellino, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Addirittura in fase di udienza preliminare, senza passare alla fase dibattimentale del processo. Lui, interrogato, soffre di amnesia. Non riesce a ricordare perché si allontanò di circa settanta metri dall’auto del giudice per poi tornare indietro. E’ confuso, non ricorda. Proprio come l’ex ministro Mancino, ora a capo del CSM, quando gli chiedono del suo incontro con Borsellino poco prima della strage.

Forse il capitano Arcangioli neppure esiste. Forse neppure il giudice Borsellino è mai esistito. E Ustica è un’isola.

3 commenti

  • commento di Ted

    18 Feb 2009

    Dal link che hai messo tu, l’articolo non risulta di Salvatore Borsellino ma di Valentina Culcasi. Forse è un errore ed è solo il nome di chi ha caricato l’articolo.

  • No, invece credo che l’errore sia mio. Correggo. Grazie.

  • commento di walter

    19 Feb 2009

    Meno male che ci siete voi giornalisti, scrittori, poeti e navigatori. L’Italia è piena di questi intellettuali. Perchè allora non dite che i Giudici che hanno assolto ARCANGIOLI sono tutti corrotti? Denunciateli o siete in grado solo di sparlare a sproposito? E’ sempre facile seguire la massa che cedrcare la verità. Sono state fatte indagini, accertamenti e processi da cui è emerso che ARCANGIOLI non ha commesso il fatto. Ma i Giudici fanno il loro dovere solo quando condannano? Troppo comodo per questi paladini del falso perbenismo. Secondo loro se una persona passa davanti un’abitazione dove è stato appena commesso un furto deve essere arrestata. Ma fatemi il piacere. ARCANGIOLI doveva ricordare perchè si è allontanato con la borsa del Giudice Borsellino dopo quasi 20 anni dal fatto, ma nessuno si era ricordato prima di 15 anni dell’esistenza dell’agenda rossa. Ma chi ve la da la certezza che l’agenda quel giorno era proprio nella borsa? Solo perchè i familiari dopo 15 anni hanno detto che il loro congiunto usava portare l’agenda con lui nella borsa? E’ come dire che una persona che veste sempre in giacca e cravatta un giorno indossa un maglione. O deve chiedere autorizzazione a qualcuno per cambiare abitudini? Io quel maledetto 19 luglio 1992 ero in Via Mariano D’Amelio in qualità di appartenente alle Forze di Polizia. Anch’io in quel frangente ho espletato innumerevoli attività, ma a distanza di tanto tempo faccio fatica a ricordarle tutte. Sfido chiunque a dimostrare il contario. Dalle indagini è emerso ed è un dato di fatto, che ARCANGIOLI ha ricevuto la borsa da altre persone che non sono mai state indagate perchè forse faceva comodo così, ma per sua sfortuna solo lui è stato fotografato mentre l’aveva in mano. Ma qualcuno di voi dalla foto ha visto che l’agenda rossa di Borsellino era all’interno? fate una cortesia al popolo Italiano: TACETE e fate fare ai giudici il loro dovere senza interferire.

www.kilombo.org


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