Fra i tanti giallisti svedesi tradotti in Italia, un posto di rilievo merita la coppia Anders Roslund & Borge Hellström. Il primo è un giornalista televisivo autore di documentari, il secondo un ex tossicodipendente e detenuto. I due hanno firmato tre romanzi criminali pubblicati in Italia da Cairo Publishing.
Sono romanzi molto diversi dal solito giallo svedese, che sia Mankell o Larsson. Sono romanzi cupi e bellissimi, veri noir dove la giustizia è impossibile.
Del primo, La Bestia, brutale storia di pedofilia, ho già parlato. Il secondo, Box 21, sul traffico di prostitute dei paesi baltici e sulle complicità della Svezia bene. Il terzo, forse il più bello dei tre, Punizione, con tema centrale la punizione del crimine, il desiderio di vendetta e la pena di morte.
Accenno di trama: quella che sembra la solita rissa fra ubriachi sul traghetto Svezia - Finlandia diventa una indagine complessa quando si scopre che l’aggressore, John Schwarz, ha le impronte digitali di John Frey, un americano condannato a morte in Ohio e deceduto prima dell’esecuzione per arresto cardiaco. Per il commissario Ewert Grens un rompicapo di difficile soluzione. Per gli Stati Uniti una storia che rischia di trasformarsi in beffa.
Punizione ha un avvio folgorante, poi una parte centrale a tratti un po’ lenta che però si riscatta in un finale inatteso e memorabile.
Roslund & Hellström sono feroci e nerissimi in ogni pagina. Storie cupe, senza speranza e nessuna consolazione. A mio parere, sono loro le migliori storie gialle svedesi pubblicate in Italia, malgrado le mode. Gli svedesi, quando sono in due, scrivono meglio. Consigliatissimi.
A proposito di giallo svedese, segnalo che il 12 febbraio Sellerio manda in libreria la seconda avventura del commissario Martin Beck, “L’uomo che andò in fumo”, autori Maj Sjöwall e Per Wahlöö, nella solita eccellente traduzione di Renato Zatti.
postato in anders roslund, borge hellstrom, letture
(
commento di Sauro
29 Jan 2009
[modalità corazzata Potemkin/on]
Secondo me i polizieschi nordici sono pesantissimi e lentissimi.
[modalità corazzata Potemkin/ off]
(almeno quei due che ho letto)
commento di a. pagliaro
30 Jan 2009
[modalità corazzata Potemkin/on]
Molti lo sono, ma non tutti.
[modalità corazzata Potemkin/ off]
Ti raccomando questi signori di cui parlo nel post. Oltre a Sjöwall e Wahlöö, ovviamente, e i primi due Mankell (”Assassino senza volto” e “I cani di Riga”).
commento di francesca
20 Nov 2009
Ho preso questo libro per via della tua recensione: ci contavo molto perchè, sempre grazie al tuo blog, ho letto “L’errore di Platini” che ho trovato bellissimo.
Invece di Punizione sono rimasta un po’ delusa.
Purtroppo il contenuto del risvolto di copertina, secondo me troppo esplicito, mi ha abbastanza compromesso il piacere di leggere la prima parte. E’ odioso quando gli investigatori cercano disperatamente di capire qualcosa del caso e invece il lettore ha già fatto due più due.
Ma è soprattutto il finale che mi ha fatto cadere le braccia: l’ho trovato talmente inverosimile, così poco in tono col resto, da risultare deludente. Insomma io ho apprezzato di più la parte svedese, più lenta ma anche più realistica; decisamente meno la parte “americana”.
Ma è vero che è scritto molto bene, i personaggi sono belli, l’ambientazione è “vera”, la trama avvincente, e le riflessioni su punizione, vendetta, ecc. quasi mai fastidiose o forzate.
Però dai, non mi è sembrata una storia così fosca e senza consolazione: in fondo nonostante tutto abbondano i personaggi positivi: molto umani, onesti, disposti a rischiare del loro per qualcosa in cui credono…no? Comunque grazie e scusa (scusate) il papiro! Francesca
commento di a. pagliaro
12 Jan 2010
Francesca, per farmi perdonare ti consiglio “Il superstizioso” di Recami. Se ti è piaciuto “L’errore di Platini”, ne sarai entusiasta.