1 Dec 2008

logo scerbanencoLa cinquina che si contenderà il premio Scerbanenco - La Stampa 2008, pubblicata sul sito NoirFest con le preferenze (somma del voto popolare e del voto della giuria letteraria, poi scomparse perché troppa trasparenza fa male), è dunque la seguente: Valerio Varesi, Oro, incenso e polvere, Frassinelli 13648; Angelo Petrella, La città perfetta, Garzanti 12171;  Paola Barbato, A mani nude, Rizzoli 11368; Ugo Barbara, Il corruttore, Piemme 9140; Tommaso Pincio, Cinacittà, Einaudi 9094.

Il resto della classifica viene da fonte non ufficiale, anonima, ma certamente affidabile (via Alessandra Buccheri):

Wu Ming - 6868; Todde - 6829; Diana - 4839; Inverici - 4687; Avoledo - 4650; Tiraboschi - 4628; E. Bucciarelli - 4612; Lucarelli - 4578; Zagaria - 4515; Baraldi - 3513; Colitto - 2789; Lama - 2601; Proietti - 2591; Beccati - 2511; Bernardi - 2316; Bertetto - 2272.

Questa classifica chiarisce alcune cose. La giuria letteraria aveva a disposizione cinquanta voti (cinque per giurato). Sono stati divisi così:

6 voti a Varesi;
5 voti a Barbato e Petrella;
4 voti a Barbara e Pincio;
3 voti a Wu Ming e Todde;
2 voti a Diana, Inverici, Avoledo, Tiraboschi, Bucciarelli, Lucarelli;
1 voto a Zagaria, Baraldi, Colitto, Lama, Proietti, Beccati, Bernardi, Bertetto.

I voti popolari espressi via web sono stati 22721. Ciascuno dei voti della giuria ha assunto il valore di 1/10 del totale dei voti popolari. Dunque 1 voto = 2272 punti. Un singolo giurato valeva dunque il 50% dell’elettorato popolare. Tutti, il 500%. In altre parole: peso del voto popolare 1/6, circa il 16%.

Il peso del voto popolare è stata pubblicato sul sito NoirFest solo oggi, dopo che un mio commento lo rivelava sul sito Angolo nero. Si chiede Alessandra Buccheri: “E’ una sensazione mia, oppure ogni volta che si apre la pagina c’è una qualche nuova spiegazione/modifica/precisazione del regolamento?”. Tutte queste spiegazioni, tuttavia, avvengono a posteriori e sempre dopo che qualcun altro ha già spiegato.

Nella classifica finale, ai voti della giuria (con il peso 1 = 2272) sono stati aggiunti i voti popolari. Per questo la Zagaria è così in alto.

La frase comparsa sul sito a votazioni chiuse: “Ricordiamo al nostro pubblico che per entrare in cinquina era necessario ricevere almeno 4 preferenze dai giurati” che già suonava come una beffa visto che nessun regolamento che lo spiegasse era stato pubblicato (e se si gioca, il regolamento va detto prima, non dopo), lo suona ancora di più alla luce del fatto che solo i romanzi in cinquina hanno avuto almeno 4 voti e nessun altro. Per dire: se Pincio avesse avuto 3 voti (e magari la sua quarta preferenza fosse andata alla Zagaria) sarebbe stata una quartina? Direi di no: sa proprio di legge fatta a posteriori.

Di fatto, malgrado la classifica sia risultato della somma popolare + letteraria,  la giuria popolare non ha contato nulla. (Non per i lettori de La Stampa, però. Su Tuttolibri si legge l’incredibile frase: “Il 5 dicembre, nell’ambito della cinquina più votata dai lettori nel sito internet del Festival, sarà assegnato a un italiano il premio Scerbanenco”). Ciò era prevedibile, vista la facilità con la quale era possibile aggirare le misure “anti hacker” del sito. Tuttavia, la assoluta mancanza di trasparenza ha indotto molti autori (incluso il sottoscritto) a farsi pubblicità alla ricerca di voti. Io stesso, pur in gara, ho ricevuto cinque e-mail da amici scrittori poco attenti ai destinatari. In pratica, siamo stati usati come strumenti di marketing inconsapevoli. Ciò è molto scorretto.

Scrive Luigi Romolo Carrino su Angolo nero: “Non è corretto. Non è leale. Non è questo il modo. Andava dichiarato che il peso della giuria popolare era prossimo allo zero. Perché io, con tutta la mia dignità (li mortacci vostri), ho dovuto in maniera becera pubblicizzare ’sta storia del premio, essendo esordiente e non sapendo come andava la cosa (manco dichiarata preventivamente, come rapporto, nel regolamento). Ovvero, mi sono dovuto attivare per fare pubblicità. In pratica, ho dovuto chiedere ai lettori, amici, conoscenti, e cazzi vari, di votare 767 volte, per scoprire che questo voto non vale niente. Meno di niente. E’ questo il modo, vi chiedo? No ditemelo se sto sbagliando, evidentemente non ci arrivo. Ma mi pare, questo solo un modo per farsi pubblicità sfruttando le aspettative di un autore, né più né meno che le modalità di un editore a pagamento. Li mortacci vostri ancora una volta, ve lo ripeto, io ho una dignità, e mi è costato parecchio ricoprire il ruolo dell’autoincensante di turno. Manco la chiarezza, richiesta da qualunque regolamento, è stata fornita”.

Non posso che condividire ogni parola.

Il voto popolare poi si è trasformato in buffonata l’ultima notte quando la lotta fra il duo Biondo-Veneziani e Cristina Zagaria è andata avanti con circa settecento voti a testa nelle ultime ore. Alla fine hanno prevalso Biondo e Veneziani (in due è più facile), ma la loro vittoria è stata in dubbio per molte ore quando l’indomani sul sito del NoirFest è spuntata la scritta “il voto popolare si è chiuso alle 20″. Così eliminata la notte di passione elettorale, alle 20 era ancora in testa la Zagaria. Quando ciò è stato fatto notare su blog certamente monitorati dalla nomenklatura scerbanenchiana, la scritta è diventata “il voto popolare si è chiuso alle 24″. Un metodo imbarazzante. Ancora peggio, tuttavia, è il contentino assegnato ai vincitori del voto popolare: l’invito a Courmayeur. La strategia è ovvia: sebbene il voto popolare non conti nulla, tanto che un finalista ha avuto appena sette voti, la pubblicità gratuita che ne è scaturita è piaciuta e dunque per poter fare il giochetto anche l’anno prossimo (usare gli autori) era necessario il contentino. Il contentino è il viaggio, e non importa come sono stati ottenuti quei voti. L’anno prossimo basterà scriversi uno script che cambi IP al proprio pc e voti in automatico per assicurarsi un viaggio a Courmayeur. Amanti dello sci, tenetelo presente.

Il voto popolare va totalmente rivisto, è chiaro. Non è nemmeno difficile, basta volerlo fare. Tuttavia sarebbe stato serio quest’anno, visto che il voto popolare è stato organizzato in questo modo, che contasse almeno in negativo. Voglio dire: duemila voti sono certamente falsi, ma sette voti no. Sette voti sono reali. Se il gusto del pubblico conta qualcosa, con sette voti in venticinque giorni non si può andare in cinquina.

Molto poi ci sarebbe da dire sulla mancata selezione iniziale: la lista è stata inondata da pubblicazioni a pagamento. L’editoria a pagamento è una pratica al limite della truffa, darle questa visibilità e questa legittimazione è un errore macroscopico. Non solo, molti titoli in gara non avevano nulla di noir. Patrick Fogli scrive: “mi riesce difficile considerare noir L’ottava vibrazione. Demonio di Diana dovrebbe essere un horror. Pan di Dimitri un fantasy. Il primo della classifica popolare è un saggio su Chicchiarelli”.

Per chiudere, la scelta dei romanzi in cinquina lascia parecchi dubbi sul fatto che i giurati abbiano effettivamente letto i romanzi in gara. Sembra proprio la scelta ovvia di una giuria frettolosa. Corollario: non posso credere che un capolavoro come “Il superstizioso” di Recami, di gran lunga il migliore fra i circa trenta romanzi in gara che ho letto, non abbia avuto nemmeno una preferenza. Non posso credere che esistano dieci esperti di noir che non lo apprezzano. Preferisco pensare che non lo abbiano letto.

Infine, il pensiero di Luigi Bernardi, massimo noirista italiano, sulla cinquina finalista: “Sulla composizione della cinquina mantengo il mio sdegno: solo uno dei cinque la meritava”. E ancora: “Una giuria letteraria che su cinquanta voti disponibili non ne dà neppure uno a Carrino o a Pagliaro (per citare due nomi dei quali sono totalmente estraneo alla pubblicazione) è una giuria inadeguata a valutare la produzione italiana di romanzi noir”.

Speriamo che Giorgio Scerbanenco abbia di meglio da fare e non guardi giù.

10 commenti

  • commento di Ted

    2 Dec 2008

    Noto che da verdenero ti hanno moltiplicato, caro il mio antonio PAGLIARI.

  • Eh sì. Caro il mio Fantocci.

  • commento di Ted

    4 Dec 2008

    Ma il post di Verdenero di chi è? Non sono mica riuscito a capirlo.

  • Sul blog VerdeNero, in basso a destra si legge:

    DIRETTORE
    Emiliano Angelelli
    BLOGGERS
    Emiliano Angelelli
    Michele Vaccari

    L’autore sarà uno dei bloggers, suppongo.

  • Ciao a tutti, mi presento: sono Simonetta Santamaria, e non ho mai scritto su questo blog ma la questione Scerbanenco mi tocca da vicino visto che sono tra i cento selezionati e, in qualche modo, trombati.

    Devo dare ampia ragione a Carrino e a te, caro Antonio:è chiaro che un emergente che non ha le spalle coperte da una grossa casa editrice deve faticare non poco per pubblicizzare il proprio romanzo. Lasciare che questo lavoro cada nel vuoto è una carognata. Il voto popolare è una presa in giro per un concorso tanto prestigioso quanto lo Scerbanenco, sarebbe meglio che la giuria scegliesse 20 titoli piuttosto che 100, e da questi 20 ne tirasse fuori la cinquina. E niente voto popolare, una inutilità e uno spreco di energie per i poveri polli come noi che hanno creduto che avesse un quanche peso.

    I voti “taroccati” : dopo un inizio folle ho scritto una mail al webmaster per cercare di capire come mai alcuni erano arrivati al 26% (vi renderete conto, un’enormità!) mentre noi disgraziati invece di salire di un punticino non facevamo altro che scendere? Carini che mi hanno pure risposto, devo dire: solo quella mattina avevano ricevuto 45mila voti!! Il che rendeva praticamente ininfluenti i 30 voti che un normale povero cristo come me poteva racimolare in un giorno. Fatto sta che il giorno dopo hanno chiuso il sito e resettato i voti, cancellando quelli che evidentemente erano taroccati e ridistribuendo la classifica. Da allora tutto è filato liscio, direi. Onore e gloria al webmaster, dunque. Se poi qualcuno aveva amici hacker..

    Mi pare, e tristemente lo dico, che siamo arrivati in finale i soliti noti, grossi editori. Non un emergente, non un editore piccolo. E non credo assolutamente che la qualità dell’intera produzione minore sia inferiore. Ma mi fa piacere che abbia vinto la Barbato, che ha presentato a Milano il mio romanzo proprio qualche giorno prima della finale, sfidando la febbre e la tormenta.

    Con questo concludo. Spero che con tutto questo parlare le cose cambino e che magari si adotti un altro sistema. Se non altro per evitare che poveri illusi come un emergente può essere ci possa credere.
    Un abbraccio a tutti!

    Simonetta “Simonoir” Santamaria

  • commento di Mario

    19 Jan 2009

    Lo scrivo qui anche se poco c’entra.
    Oggi ho visto questa notizia
    e non ho potuto fare a meno di pensare al Sangue degli Altri.

  • Grazie Mario, ho appena pubblicato un post al riguardo.

3 trackback

  1. VerdeNero » Blog Archive » Premio Scerbanenco, questione di trasparenza del 2 Dec 2008

    [...] Antonio Pagliari sul Premio Scerbanenco [...]

  2. “Premio Scerbanenco” 2008: a Paola Barbato | Thriller Cafè del 6 Dec 2008

    [...] che testimoniava - fortunatamente - lo scarso peso della giuria popolare (il meccanismo dei voti lo spiegava molto bene Antonio Pagliaro), alla fine è arrivato questo verdetto su cui non posso esprimere un’opinione molto [...]

  3. antonio pagliaro » catastrofe scerbanenco del 6 Dec 2008

    [...] finale del premio Scerbanenco è in linea con quanto già visto. Nella cinquina di Courmayeur, erano in tre a meritare il premio: Valerio Varesi (sarebbe stato un [...]

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