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Nel film “Bianco rosso e verdone” Pasquale Ametrano è un emigrato che dalla Germania rientra in Italia per votare. Silenzioso per tutto il film, Pasquale Ametrano dà vita a un indimenticabile monologo nel seggio elettorale di Matera.

Gennaio 2008. Dopo la condanna di Cuffaro, l’Assemblea regionale siciliana si riunisce per discutere la mozione di sfiducia presentata da Rita Borsellino (poi respinta). Forse memore del fulgido esempio di Ametrano, il deputato Giuseppe (detto Pippo) Limoli (Forza Italia), che mai aveva preso la parola per l’intera legislatura, quindi da giugno 2006 ad aprile 2008, chiede di parlare e ne ha facoltà. Recita quindi questa immortale ode a Totò Cuffaro.

Poi, ad aprile 2008, viene rieletto con 15 mila preferenze.

Ecco il testo dell’intervento di Limoli tratto dal libro di Benny CasalanzioI disonorevoli nostrani” (libro di cui presto parlerò):

Signor Presidente, onorevoli colleghi. E’ la prima volta che intervengo e intervengo perché sento oltre che un dovere politico, un dovere morale. Onorevole Presidente della Regione, Onorevole Salvatore Cuffaro, tu devi camminare sempre a testa alta, perché tu credo che sia uno dei pochi o delle pochissime persone che ha il diritto di guardare negli occhi tutti gli altri, nei confronti di tutti coloro i quali vogliono fare i moralizzatori della vita politica, chiedi a loro quanti di loro sarebbero stati capaci di non rifugiarsi dietro l’alibi dell’immunità parlamentare, a me farebbe piacere mettere alla prova tanti di coloro i quali si pavoneggiano, bla bla bla bla due per due fa ventidue quattro per quattro fa quarantaquattro (frasi pronunciate in falsetto irripetibile, ndr). Ma chi avrebbe avuto la forza, il coraggio di mantenere la dignità che tu hai dimostrato al popolo siciliano oggi e al mondo intero con i tuoi comportamenti e perchè hai rifiutato il nascondiglio dietro cui tanti avrebbero fatto sicuramente ricorso, perché con la tua coscienza sapevi e sai di essere una persona per bene, perchè sapevi e sai di interpretare nel modo più nobile gli interessi e la dignità del popolo siciliano e il popolo siciliano non lo devi dimenticare tu ma soprattutto tanti intelligentoni, tanti moralizzatori che sono passati da questo podio per affermare non si sa che cosa (diritto costituzionale e diritto i quanto parlamentari, ndr). Il popolo siciliano ti ha votato e ti ha votato in presenza di imputazioni gravissime e tu hai attraversato, hai attraversato questa lunga via crucis e sono venuti meno tutti i capi di imputazione che avrebbero sicuramente poi permesso a tutti i tuoi detrattori di poter gridare chissà che cosa. Hai parlato che eri stato imputato di corruzione, no!, lo sapevamo, la Sicilia lo sapeva, eri imputato di concorso esterno in associazione mafiosa e il popolo siciliano lo sapeva, eri imputato di favoreggiamento aggravato, il popolo siciliano lo sapeva e il popolo siciliano ha gioito assieme a te quando, un minuto dopo sei stato aggredito, dopo la sentenza, da tutte le televisioni quando tu hai detto, ma cosa poteva dire il presidente Cuffaro!, “mi sono sollevato perché il macigno più grande sulla mia coscienza è stato tolto e di questo sono contento” e quel popolo che ti ha votato oggi ti rivoterebbe ancor di più con più intensità perché ha capito oggi con la certificazione di una sentenza che eri nel giusto (favoreggiamento a singoli mafiosi, rivelazione di segreto d’ufficio, interdizione perpetua dai pubblici uffici, ndr) e se c’è qualcuno che si deve vergognare sono coloro i quali, tuoi antagonisti hanno fatto campagna elettorale per anni e anni centrando il tema della mafia, e il tribunale che ha detto che tu con la mafia non hai nulla a che vedere (solo con alcuni personaggi parte integrante di cosa nostra, ndr). Ecco perché il popolo siciliano ti chiede di restare dove sei, ma quando mai dimissioni!?, ma rispetto a chi? Per quale motivo? L’onorevole Borsellino! Io vorrei chiedere all’onorevole Borsellino, ma questo pullman (il camper del progetto “Un’altra Storia” che aveva iniziato il viaggio per la Sicilia mesi e mesi prima della sentenza del Tribunale, ndr) credo che si sia messo in moto un pò presto, c’è stata molta fretta, ma per fare cosa questo pullman? Non andava ad accompagnare dei bambini di cooperative sociali, per andare al mare, per fare qualche gita scolastica, cosa faceva questo pullman in giro per la Sicilia?, se non iniziare una campagna elettorale basata sempre su che cosa? Su temi che sono inesistenti, noi non abbiamo bisogno di prendere il pullman, io 360 giorni l’anno (forse voleva dire 365, almeno nel resto dell’Italia, ndr) sto in mezzo al popolo, Totò, e bacio tutti quanti, perché mi piace baciare le persone!, un contatto fisico, perché trasmette un messaggio (anche le ultime frasi, in falsetto, ndr), cosa c’è di vergognarsi? Se la gente ha il piacere di baciarsi, uno veni a vasa a tia (uno viene a baciarti), si’ biddazzu (sei un bel tipo, ndr) e a tia non ti siddia (non ti da fastidio, ndr) baciarli, perché dentro la casa (forse il Parlamento, ndr) ci sono altri che trasmettono odio, appena li vedono, c’è qualcosa di freddo e tu non ti devi mai sentire solo caro Totò Cuffaro. Quando facevi riferimento questa mattina alle notti quando sei solo con la tua coscienza, e il freddo della solitudine può impadronirsi del tuo cuore (forse citazione letteraria di scuola dolcestilnovistica, ndr) non sentirti mai solo, perché c’hai accanto a te la stragrande maggioranza del popolo siciliano che ti vuole bene e che ti vuole vedere sempre al tuo posto, perché sei stato un modello non solamente da imputato, ma come uomo, come persona impegnata nel sociale e nel civile, come altissima istituzione, come rappresentate della più alta istituzione siciliana. La Sicilia ha bisogno di te, sei il migliore di tutti e chi vuole bene al popolo siciliano, alla terra siciliana ti chiede di rimanere dove sei perché tu interpreti nel modo più nobile gli interessi veri di tutta la nostra regione

postato in palermo, politica

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  1. Disonorevoli : Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni del 2 Nov 2008

    [...] sono pezzi degni di Totò e Peppino come l’indimenticabile ode a Totò Cuffaro pronunciata dall’onorevole Limoli nel suo unico intervento della legislatura. “Tu devi [...]

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