tutto deve crollare

di a. pagliaro

11 Aug 2008

tutto deve crollareTutto deve crollare, splendido titolo per un romanzo forte, è l’ultima produzione di casa vibrisselibri. A mio parere, è anche il miglior romanzo finora uscito per la casa editrice che pubblica solo su web e mi sorprende il silenzio che lo ha accolto. Sì, è una storia difficile e molto violenta. Sì, a volte il linguaggio è veramente crudo e il protagonista è un essere ripugnante. Ma qualcuno dovrà pur raccontare l’orrore e Carlo Cannella lo fa molto bene.
Tutto deve crollare è un breve romanzo in tre parti. E’ la storia di Carlo, un uomo scappato in Brasile per fuggire la legge. Un ex anarchico che si trasforma in un criminale privo di ogni valore etico, capace di stuprare una bambina senza alcun rimorso, di rapirla e portarla con sé in Italia. La bambina, di nome Isabel, diventa sua sposa e rimane incinta. E’ un inganno: mentre al lettore può sembrare che la cupezza e l’orrore della prima parte possano risolversi e che il romanzo stia virando verso un lieto fine, Cannella conduce la storia su strade sempre più nere. Nasce la figlia di Isabel e si chiama Marta. Geloso della loro relazione, Carlo rispedisce Isabel in Brasile. Anche Marta subisce violenza da bambina. La seconda parte inizia con un magistrale cambio del punto di vista: a raccontare adesso è Marta: “mi chiamo Marta, ho gli occhi e i capelli neri, un tatuaggio di Che Guevara sull’avambraccio sinistro e la stessa aria malinconica che avevo da piccola“. Carlo tornerà a raccontare nella terza e ultima sequenza.
Tutto deve crollare è un romanzo bello, fin dal titolo, e molto cupo. A tratti, ha il sapore sudamericano di alcune storie di Bolaño, un Bolaño molto cattivo. Forse un po’ ideologico in qualche passaggio. Breve, si legge d’un fiato fino a un finale che sorprende sì ma che mi è apparso un po’ forzato. E’ un romanzo molto violento, sporco, un romanzo che puzza di urina e sperma. Un romanzo in cui è sempre in scena la rappresentazione dell’orrore. A volte con toni grotteschi, ad esempio quando un uomo “basso e tarchiato, calvo, con le palpebre pesanti e la pelle che puzzava di polvere” attende di acquistare un organo da una banda di trafficanti. “Da quando si era messo in politica, diceva, le sue condizioni di salute erano peggiorate sensibilmente, tanto da svenire a ogni comizio. La politica gli stava sfilacciando i muscoli e succhiando il cervello, svuotandolo di ogni energia. Se non avesse avuto a cuore il bene del paese sarebbe filato via di gran carriera, a spendere il suo tempo fra alberghi di lusso, belle donne e costose automobili. La sua esaltazione moralistica, invece, lo aveva portato a candidarsi a capo del governo. Cercò di allentare la tensione raccontando barzellette. Un altro argomento che gli stava a cuore era il suo successo nella vita. Era un uomo che si era fatto da sé. Aveva trascorso i periodi estivi della sua giovinezza sulle navi da crociera, cantando le canzoni di Nat King Cole e Frank Sinatra. Poi aveva fatto carriera come costruttore edile e tycoon televisivo, ma per motivi che sfuggivano a ogni logica commerciale le sue imprese avevano accumulato 7.000 miliardi di debiti. Una decina d’anni dopo sarebbe diventato uno degli uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio stimato di 20.000 milioni di euro”.
E’ un peccato non poter vedere Tutto deve crollare fra gli scaffali di una libreria. Ma è una fortuna poterlo leggere gratis.

Carlo Cannella, Tutto deve crollare, Vibrisselibri
Recensione pubblicata su La Sesia del 9 settembre 2008 (pdf)

postato in carlo cannella, letture

3 commenti

  • commento di boh

    31 Aug 2008

    mah… mica poi ’sto gran capolavoro.

  • commento di Luigi

    31 Aug 2008

    non mi è piaciuto: il gusto dell’orrido fine a se stesso

  • @boh
    Non mi sembra di aver parlato di gran capolavoro.

    @Luigi
    A me non è sembrato fine a se stesso, ma sono opinioni, si capisce.

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