voyagerVeltroni faceva opposizione sdraiato per terra. Naturalmente faccia in giù. Visto che Bondi era impegnato a scrivere poesie, a fare Bondi ci pensava lui. Tutto questo perché si era accorto che l’antiberlusconismo nel paese era finito, glielo aveva detto Bruno Vespa.
Ogni tanto girava la testa un po’ di lato e dettava una dichiarazione alla Finocchiaro. In nome del dialogo, si capisce.
Applaudiamo Schifani, le disse. E giù grandi applausi che nemmeno a Buona Domenica.
Votiamo la legge sulla sicurezza, le disse. E tutti a premere il tasto sì.
“La accendiamo?” chiese la ministra Carfagna.
E tutto il PD in coro rispose: sì, accendiamola. Noi siamo d’accordo nell’espellere dall’Italia i pericolosi romeni.
Diede lui stesso il via alla caccia all’uomo perché così piaceva a Berlusconi, perché l’antiberlusconismo, signori miei, è finito.
E’ il momento delle convergenze, delle larghe intese. Berlusconi è cambiato: vuole entrare nella storia, vuole fare il bene del Paese. Su questa sua mutazione ci hanno fatto anche una puntata di Voyager, come non crederci?
Veltroni poi fece un bellissimo governo ombra e tutti insieme i ministri ombra riconobbero che Berlusconi, sì, è un grande statista senza ombre. Entrerà nella storia dell’Italia, come De Gasperi, anzi: è il nuovo De Gasperi. E gli spianarono la strada per il Colle. Se sulla salita c’era troppo sole che gli bruciava l’asfalto in testa, loro gli facevano ombra e su richiesta lo sventolavano pure un po’.
Erano tanto solerti, i democratici ombra, che Cicchitto, Schifani e Capezzone non sapevano più come passare il tempo.
C’è un clima nuovo, un clima sereno nella politica italiana, dichiarò la Finocchiaro. E’ il clima per le grandi riforme Facciamo la repubblica presidenziale e il presidente lo fa Berlusconi. L’antiberlusconismo nel paese è finito, lo dice anche il tg2.
Poi un giorno, Berlusconi Schifani e Fini passarono a prendere Veltroni. Mi sdraio e camminate un po’ su di me? chiese lui. No, alzati da terra, gli dissero, e vieni con noi. E lui pensava: ecco, è arrivato il momento che conto qualcosa anche io. Dopo tanti sacrifici, adesso la riforma Rai la discutiamo insieme con il mio bel governo ombra. E mentre pensava così, giunsero in un casolare. Genuflettiti ancora un po’ gli dissero, e lui si genuflesse a turno con Berlusconi Schifani e Fini. Poi loro lo strangolarono e lo buttarono nel pozzo.
Scajola era lì vicino e indicò subito Di Pietro. L’hai ucciso tu, col tuo sasso, gli disse.

  • commento di andrea

    16 May 2008

    Come diceva Vauro ieri sera, a Berlusconi va benissimo che facciano un governo ombra, purché non ci sia ombra d’opposizione.

    Mi immagino già il libro di Vespa di quest’anno: “L’Italia riunita”, storia di due statisti che, superando le sterili contrapposizioni, creano finalmente un nuovo paese forte dalle ceneri del precedente. Prefazione del ghostwriter di Walter Veltroni, ovviamente.

  • commento di viviana

    30 May 2008

    …e alla fine venne Benedetto e sorrideva. E sorridendo diceva “”Avvertiamo con particolare gioia i segnali di un clima nuovo, più fiducioso e più costruttivo. Esso è legato al profilarsi di rapporti più sereni tra le forze politiche e le istituzioni, in virtù di una percezione più viva delle responsabilità comuni per il futuro della Nazione”.
    Il discorso l’ha scritto il ghostwriter di WV, ovviamente.

2 trackback

  1. antonio pagliaro» Blog Archive » che l’orchestra non smetta di suonare del 25 Nov 2008

    [...] per fortuna esclusa quella del calcio e dunque non se ne accorge nessuno. Ma non era lui che era cambiato? Non era lui quello che l’antiberlusconismo è finito e stavolta farà bene perché ormai ha [...]

  2. antonio pagliaro » lo statista che ci trasformò in bestie del 9 Feb 2009

    [...] Già. Dicevano così. Poi, sul grande statista ci hanno fatto anche una puntata di Voyager. [...]

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