sarà la nobiltà

di a. pagliaro

1 Apr 2008

Palermo, campagna elettorale.

Cinema di piazza Politeama: Gianfranco Fini, circondato da sedie vuote, si infuria e minaccia di licenziare tutta Alleanza Nazionale siciliana. Poi gli spiegano che AN non esiste più: ora si chiama Il Popolo della Libertà e il capo è un altro. Allora si rassegna.

I colonnelli del Popolo della Libertà arrivano ai comizi con le scorte sgommando sulle loro auto blu. Per fortuna ai comizi non c’è nessuno, ma la benzina e la scorta le pagano anche gli assenti. Si consolino, i colonnelli: non c’è nessuno nemmeno da Bertinotti.

Beppe Grillo arriva in Sicilia e raccoglie 50.000 persone nelle piazze malgrado: il Comune di Palermo che concede una piazza e - a un giorno dall’evento - la cambia, i giornali siciliani che non scrivono nulla, la Repubblica che sbaglia piazza e orario (ops, un errore), consiglieri comunali che girano fra la gente dicendo che Grillo non è potuto arrivare. Patetici.

Azzurro Casini, invidioso del successo del comico, intrattiene il pubblico di Annozero: “L’UDC non vuole i voti della mafia!”. E’ il 1° aprile.

Intanto, mentre l’ambasciatrice OSCE arriva a Palermo e incontra Sonia Alfano, i magistrati pensano a una regia unica dietro i brogli delle amministrative del 2007. La mano che ha votato le schede è la stessa nelle due sezioni. Nei giorni precedenti, e durante le elezioni, i presidenti arrestati parlavano fra loro e con il candidato poi favorito, lui con il suo bel cellulare di servizio: era consigliere comunale.

Regia unica, dunque. Grazie, noi lo sapevamo già, ma fa piacere sentirlo dire. Pare fra l’altro che le schede votate siano 171.000 più degli elettori andati alle urne. Cammarata non fa una piega ma a giorni, si spera, il TAR annullerà le elezioni. A proposito, uno dei presidenti di seggio arrestati è Giovanni Maria Profeta, sedicente nobiluomo Profeta Trigona della Floresta, già candidato sindaco anni fa con una lista monarchica, e fratello di questo signore. Sarà la nobiltà, ma in famiglia in carcere ci finiscono spesso.

Per quello che vale, firmate la petizione per chiedere le dimissioni di sindaco e giunta.

postato in elezioni, palermo, politica

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