
La storia è nota: c’è un giornalista dell’Espresso, un giornalista 2.0: ha un blog, che vuole intervistare Beppe Grillo sul secondo V-day, quello sull’informazione.
Il giornalista furbacchione prepara l’articolo del 26 aprile, quello in cui scriverà “Beppe Grillo afferma di essere censurato, ma dice il falso: a gennaio ebbe cinque pagine sull’Espresso“. Beppe Grillo però non sta al gioco: il giornalista 2.0 dovrà leggermente modificare l’articolo “Beppe Grillo afferma di essere censurato, ma dice il falso: a gennaio fu lui a rifiutare un’intervista sull’Espresso“.
Se il racconto del giornalista è vero (penso: un racconto che contiene la frase: “Berlusconi ha imparato a rispondere alle domande dei giornalisti” può essere vero?) anche Beppe Grillo non ci fa una gran figura. Per i modi: bastava un no, grazie. Perché, nei fatti, ha fatto bene a non rispondere.
Non perché le domande siano offensive e indegne, non lo sono. Le domande sono inutili o strumentali. Molte sono inutili perché le risposte sono ovvie, le altre sono strumentali. E il pezzo che il giornalista pubblica sul blog chiarisce gli obiettivi dell’intervista a Grillo (mancata) già dalla prima frase: “Una storia un po’ lunga, ma se avete voglia di leggerla fino in fondo vi dirà parecchio su Beppe Grillo“. E per chiudere il cerchio, non manca di citare il vittimismo da censura, giusto per confermare cosa aveva in testa.
Boom. Sui blog si scatena l’antigrillismo. Si sa, i blogger lo detestano perché Beppe Grillo è sempre primo su Blogbabel senza alberelli di Natale, senza aver mai scritto “sono stato al barcamp con tizio caio e sempronio e domani intervisto la blogstar ermete per la mia rubrica sul web 2.0” e senza aver mai indicato i cinque blog che legge dopo il caffè (meme, si dice meme e fa tanto blogstar).
Che poi, questo fare di Grillo un demonio (per politici, giornalisti e blogger) o un eroe (per gli altri) è paradossale. Grillo è un eccellente comico, bravissimo a vendere sé stesso. Oltre a essere un eccellente comico, ha denunciato e continua a denunciare, quasi da solo, problemi che scuoterebbero l’opinione pubblica di qualunque paese civile. Invece di pensare a quello che denuncia, però, si pensa al fenomeno Grillo. Si diventa grillini blaterando i nostri dipendenti i nostri dipendenti, o antigrillini blaterando populismo demagogia fascismo.
Trappola in cui è caduto anche il giornalista 2.0 dell’Espresso. Grillo denuncia un’informazione schiava del potere. L’idea di Grillo non è la bizzarria di un comico: è confermata dalla Freedom House che dichiara l’Italia paese semilibero “a causa di venti anni di amministrazione politica fallimentare, della controversa legge Gasparri del 2003 e della capacità del primo ministro di influenzare il servizio di trasmissione pubblica RAI, un conflitto di interessi tra i più flagranti del mondo“. E’ confermata dal fatto che i problemi o li denuncia Grillo (rimembri Parmalat?) o non li denuncia nessuno. E’ confermata dalle centomila puntate di Porta a Porta su Cogne e nessuna su Dell’Utri. E con questo quadretto desolante, tu, giornalista 2.0, cosa fai? Invece di occuparti del problema, fai la polemichetta da quattordicenne con Grillo?
postato in giornalismo, internet, politica
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commento di Laura Costantini
10 Jan 2008
Non voglio entrare in polemica, sai che hai tutta la mia stima. Non avevo letto da Gilioli, che conosco e stimo altrettanto. L’ho fatto adesso. Le domande non mi sembrano pretestuose, io non le avrei fatte ma perche’ immaginavo che Grillo non avrebbe risposto. Quello che non mi piace, in questa faccenda, e’ stigmatizzare un presunto attacco a Grillo e ai suoi seguaci. Certo, sono altre le cose che servono per cambiare la situazione, ma credo fermamente che si debba essere liberi di chiedere qualsiasi cosa anche a Grillo. Se poi lui non risponde definendo indegne delle domande che indegne non sono, trarre le conseguenze del caso.
Poi sai, anche dire che i blogger detestano Grillo perche’ e’ sempre primo in classifica… boh, mi fa sorridere. Io personalmente non lo stimavo piu’ da tempo e il blog ce l’ho solo da un anno e come funziona Blogbabel l’ho scoperto da pochissimo.
Laura
commento di a. pagliaro
10 Jan 2008
Laura, se è vero quanto scrive Gilioli, Grillo si è comportato male, d’accordo. Ma il post di Gilioli è imbarazzante, sembra la ripicca di un adolescente. E sulle domande la mia opinione rimane quella: per lo più inutili, qualcuna strumentale. Occuparsi di Grillo in questi termini è ridicolo e fuorviante, soprattutto se associato a una frase che elogia i progressi democratici di Berlusconi. Siamo seri.
La storia dei blogger, poi, è vecchia e riguarda più le cosiddette blogstar, categoria della quale, mi spiace, non fai parte ;)
commento di Leo
10 Jan 2008
Onestamente intelligente quello che hai scritto, spero che Gilioli lo legga, se lo appiccichi al bordo del suo monitor e ci si vada a rispecchiare di tanto in tanto. Una intervista giornalistica non e’ come quel giochino scemo che fa il presentatore gnocco alla sera, prima del Tiggi: se azzecchi la risposta agguanti il malloppo altrimenti tutto passa all’avversario. Gilioli non voleva rappresentare, approfondire e interpretare il caso e l’iniziativa del comico genovese ma solo sfilargli qualche centimetro di coperta da sopra i piedi per scaldarsi i suoi. Nonostante le rispostacce che si e’ preso crede di esserci riuscito ugualmente e strombazza in giro lo scandalo che crede di aver individuato. Invece ha reso solo un disservizio ai suoi lettori che su Grillo ne sapranno sempre meno e si debbono sorbire anche la reazione armata dei pretoriani grillini.
Le domande erano sinceramente “offensive” per la stupidita’. Se fossi stato al posto di Grillo avrei risposto semplicemente:
“Scusi Gilioli … tutto qua quello che sa fare? Ma lei all’Espresso … chi l’ha fatta entrare?”
commento di Laura Costantini
10 Jan 2008
Lo so Antonio, che non sono una blogstar, ahimé.
Riguardo l’opinione di Leo, che ovviamente rispetto, continuo a pensare che le domande non fossero stupide. Il che potrebbe voler dire che, giornalisticamente parlando, valgo quanto o forse meno di Gilioli. Considerato come scrive, io la prendo come un complimento.
Laura
commento di Laura Costantini
10 Jan 2008
p.s. ovviamente l’ahimé era totalmente ironico, ho dimenticato l’emoticon.
Laura
commento di a. pagliaro
10 Jan 2008
Laura, non ho mai scritto che le domande sono stupide. Non lo sono. Molte sono inutili: la risposta è ovvia e può essere solo quella. Altre sono strumentali. Tra l’altro, non conoscevo Gilioli e ho letto oggi un po’ del suo blog: è bravo, ma quello di Grillo rimane uno scivolone. Ovviamente è una mia opinione. E’ paradossale il tentativo di screditare Grillo, però, quando il problema che lui indica è un problema gravissimo: senza informazione non c’è democrazia. Vogliamo guardare la luna o continuiamo a discutere del dito?
commento di crama
10 Jan 2008
Ammettendo che Gilioli ha la libertà di chiedere quello che vuole e trarne giudizi positivi o negativi dai suoi lettori. Grillo deve comunque ancora imparare a difendersi dalle iene del giornalismo se vuole combatterle seriamente…
(bello che tutto questo parta poi dal solito “giornale vero” che fa “ottime inchieste”…)
commento di Maurizio Silvestri
10 Jan 2008
Totalmente d’accordo con il post. Non avrei saputo fare di meglio. Hai espresso un concetto che ormai è un cliché in Italia: ammirare estasiati il dito e non vedere la luna. Bel giornalismo da 4 soldi. Invece di parlare dei reali motivi di 15 anni di “emergenza” in Campania, mostrano cittadini “ribelli” che appiccano il fuoco. Oppure, ovviamente, se la prendono con un comico. Viene la nausea.
commento di Leo
10 Jan 2008
Il perche´della stupidita´delle domandine di Gilioli;
le domande erano finalizzate al raggiungimento di uno scopo e non da un intento giornalistico-informativo: si voleva trovare un vulnus nella iniziativa del Grillo contro un certo tipo di informazione, senza avere pero´la piu´pallida idea di cosa fosse questo vulnus e dove fosse esattamente localizzato. Agire con un fine, senza un piano ragionato, senza una strategia, lasciando all´avversario dialettico la sola scelta della mossa vincente e´ da stupidi.
Se poi, come estrema ratio, si ha anche il coraggio di pubblicare gli “estratti” della propria incapacita´, si diventa anche patetici.
Credendo a quanto raccontato da Gilioli in realta´ il punto debole della posizione del Grillo era emerso ed era su questo che doveva lavorare: la difficolta´di Grillo ad uscire da uno schema di ordine teatrale.
Il Grillo era in imbarazzo perche´percepiva la insostenibilita´ a oltranza della sua posizione. Bisognava lavorarselo lentamente, tornare alla carica qualche giorno dopo con argomenti che avrebbero dovuto aumentare il dubbio di coscienza di Grillo e allo stesso tempo dargli la sicurezza di non cadere in un tranello. Invece il Gilioli ha voluto chiudere credendo di aver messo nel sacco la pelle dell´orso: lui sapeva che Grillo non avrebbe risposto ed ha buttato giu´ le prime 4 fesserie che gli sono venute in mente, lavorandoci poi sopra di cesello a posteriori.
Invece di leggere le risposte impossibili ma ovvie a delle domande inutili e stupide sarebbe stato molto piu´interessante, giornalisticamente, leggere il racconto di questo tentativo di approcciare il santone della rete su un terreno a lui estraneo e se questo fosse poi fallito ne avremmo potuto ricavare egualmente una informazione e quindi una idea.
Non sono un giornalista, non pretendo di insegnare il mestiere a nessuno, come lettore pero´credo di essere in grado di distinguere una notizia da un flop personale.
commento di star
11 Jan 2008
Poverini, tutti a difendere il vostro piccolo mito, il vostro demagogo tascabile! Mi fate quasi tenerezza…
commento di p.s.v.
11 Jan 2008
non amo particolarmente grillo. non tanto perchè è sempre primo nelle classifiche che non seguo. ma perchè mi impaurisce il modo in cui la gente lo segue. dicesse merda, tutti sarebbero pronti a ripetere merda in automatico. Detto questo, avevo letto l’articolo del giornalista 2.0. e l’impressione che m’ha fatto è che il tizio ci ha giocato sopra e strumentalizzato un no all’intervista.
commento di Anto
11 Jan 2008
Forse Grillo non ci ha fatto una gran figura, avrebbe dovuto rilasciare l’intervista… il giornalista voleva metterlo in difficoltà e ci è riuscito, secondo me legittimamente, alla grande. Lo sbaglio che egli fa è quello di dare esempi di buona informazione in Italia, e nessuno di quella cattiva… però anche grillo sbaglia nel fare di tutta l’erba un fascio: travaglio, per esempio, è un bravissimo giornalista, ed era pure al v-day con lui!
commento di Massimo
12 Jan 2008
Più o meno abbiamo scritto le stesse cose. Non credo che Gilioli abbia messo su la polemichetta da 14enne, credo però che sia stato molto furbacchione.
Salutoni
commento di salvo
12 Jan 2008
Berlusconi non risponde alle domande, ma questo è OT. Grillo propone battaglie giuste, ma è pur vero che la Casta di questa mancata intervista è un’altra
politica e società
commento di Dade
13 Jan 2008
Credo che siamo tutti d’accordo con lo schifo della “casta dei giornali”. Beppe però ha sbagliato questa volta ed è inutile prendersela con Gilioli (nonostante la stronzata su silvio che - onestamente ammetto - mi era scappata) perchè comunque è stato uno dei pochi (se non l’unico) ad accorgersi di questo (inutile) V-Day2. E lo voleva riportare non solo sul suo blog ma anche sull’edizione cartacea de L’espresso (mi sembra di aver capito giusto?).
E poi i toni di Beppe risultano altezzosi più che irriverenti: “sono un monologhista pubblicate una cosa che vi scrivo io”? ma può esistere una cosa così? Ho dei seri dubbi… Come ho detto nel mio blog, spero solo che in quei giorni di interazione tra i due Beppe era incappato in qualche giornata storta…
commento di a. pagliaro
13 Jan 2008
“Berlusconi ha imparato a rispondere alle domande dei giornalisti” sarà anche OT, ma un giornalista che lo scrive ha la stessa credibilità di Berlusconi, cioè zero, e tutto quello che dice dopo non ha più valore. Beppe Grillo ha sbagliato nei modi, ma Gilioli può scegliere meglio gli obiettivi.
commento di gerypa
15 Jan 2008
A me le domande di Gilioli non sono sembrate né stupide né furbe. Mi sono sembrate domande più che ordinarie in un mondo di domande senza più punti interrogativi. Il tuo giudizio su questo giornalista mi sembra francamente esagerato.
commento di a. pagliaro
15 Jan 2008
Gery, il mio giudizio non è sul giornalista. Ho letto il suo blog e mi pare bravo. Il giudizio è sul singolo episodio, dove mi pare Gilioli abbia sbagliato. Opinioni, si capisce.
commento di Adriano
17 Apr 2008
Sono così d’accordo con quello che scrivi da cominciare a preoccuparmi di essermi imbattuto in un altro populista.
A parte gli scherzi mi chiedevo se all’Espresso sono stati contenti di questa querelle oppure hanno pensato di stare facendo brutta figura. Io già mi immagino i “capoccioni” dell’Espresso fare (moderati) compliment i a Gilioli perché anche sapendo del contenuto terribile della “inchiesta” l’importante è che se ne parli (dell’Espresso in questo caso).
E torniamo a punto daccapo, cioè alla denuncia di Grillo: ma i giornalisti che smascherano le malefatte dei potenti (inquiry) dove sono finiti? Non è che ormai gli interessa gonfiarsi in una bolla di autoreferenzialità perché “più giornalista sei, più contributi prendi”?
Scusa tutti i virgolettati, ma se avessi dovuto spiegare letteralmente tutto ti avrei intasato il post.
commento di Adriano
17 Apr 2008
e scusa gli errori ortografici
commento di Anglod
12 Jun 2008
Guardate questo trailer http://memopal.clickmeter.com/768582.html
1 trackback
[...] grande giornalista non scriverebbe mai “Berlusconi ha imparato a rispondere alle domande dei giornalisti” nemmeno se gli fosse indispensabile per imbastire una bella polemichetta su Beppe Grillo. [...]