nomi e cognomi
di a. pagliaro
“Perché Abbate, fra le centinaia di giornalisti siciliani, è nel mirino di Cosa Nostra? Perché ha fatto quello che pochi fanno: i nomi e i cognomi. Se tutti i giornalisti, i politici, le autorità facessero ogni giorno i nomi e i cognomi degli amici degli amici, la mafia dovrebbe minacciarli tutti, e sarebbero troppi anche per un’organizzazione capillare come Cosa Nostra.
Il fatto che si minacci solo lui perché fa il suo dovere, è un atto d’accusa indiretto nei confronti dei tanti (troppi) che non lo fanno. Dire che solo Lirio, a Palermo, lo fa sarebbe assurdo e ingeneroso verso altri giornalisti e intellettuali e politici che non hanno mai tirato indietro la gamba, e la penna. Ma da quando Lirio è sotto scorta, tutti dovremmo farci un esame di coscienza. Quante volte si parla di Cuffaro con simpatia, in veste di baciator cortese o di pellegrino a Santiago de Compostela, senza ricordare i suoi accertati rapporti con mafiosi? Quante volte, per pigrizia mentale, si parla della assoluzione di Andreotti, così educato e raffinato, senza ricordare che incontrava a tu per tu boss sanguinari come Bontate e Badalamenti? Quante volte si intervista Dell’Utri in veste di politologo, o di bibliofilo, senza ricordare che - condanne a parte - ha frequentato sicuramente mafiosi per anni e anni, magari rifugiandosi dietro il comodo alibi che poi la giustizia farà il suo corso?
Il 23 maggio, commemorando Falcone e Borsellino all’insegna della legalità, il ministro Amato fu interrotto da uno studente che gli chiedeva conto dei 25 pregiudicati in Parlamento, due dei quali in commissione Antimafia: anziché promettere di cacciarli al più presto, Amato se la prese con lo studente dandogli del piccolo capo populista. Il 19 luglio la commissione Antimafia s’è recata a Palermo per audire il pool antimafia, e fra i commissari girava un bigliettino con scritto niente domande su mafia e politica. Ecco: dopo aver manifestato a favore di Lirio, sarebbe bello se i giornalisti cominciassero ogni giorno a ricordare queste cose nei loro articoli, e i partiti a mettere alla porta i loro esponenti amici dei mafiosi. Così,quando solidarizzeranno con Lirio, appariranno un tantino più credibili. E Lirio si sentirà un po’ meno solo”.
Marco Travaglio, L’Unità 7 settembre 2007
Nel video, Lirio Abbate parla a Cinisi il 17 agosto 2007. Fare nomi e cognomi, dice. Alla sua destra un imbarazzato Piero Grasso.
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commento di Giulia
19 Sep 2007
Sono assolutamente d’accordo con questo articolo, ciao Giulia