come un virus

di a. pagliaro

22 Jul 2007

Mentre la stampa italiana è impegnata a dare notizie come “Britney Spears: qualche chilo di troppo” (Corriere della Sera di ieri), la lettera di Salvatore Borsellino si diffonde sul web come un virus. La pubblicano blog, grandi e piccoli, e forum. Forse, malgrado tutta questa libertà azzurra, in Italia sopravvive un barlume di coscienza civile.

In un commento al post sulla lettera, Salvatore Borsellino ha riportato la risposta di Nicola Mancino e la sua controreplica. Eccole:

MANCINO: NON CI FU ALCUN INCONTRO TRA ME E PAOLO BORSELLINO
Ho combattuto Cosa nostra, perchè avrei dovuto tacere?

Roma, 16 lug. (Apcom) - Non ci fu alcun incontro tra l’allora ministro dell’Interno Nicola Mancino e il giudice Paolo Borsellino. Lo ribadisce lo stesso Mancino, oggi vicepresidente del Csm, replicando alle parole del fratello del magistrato ucciso il 19 luglio di 15 anni fa. In una lettera aperta, Salvatore Borsellino chiede a Mancino di raccontare “di che cosa si parlò nell’incontro con Paolo nei giorni immediatamente precedenti alla sua morte”. Perchè in quel colloquio, sostiene, “si trova sicuramente la chiave dalla sua morte e della strage di Via D’Amelio”. Ma Mancino smentisce.
“A quindici anni dalla strage mafiosa di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, non posso che ripetere - premette il vicepresidente del Csm - il mio sdegno e il mio cordoglio per l’atto criminale che ha colpito insieme a un magistrato, che si era distinto in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, anche i servitori dello Stato addetti alla sua sicurezza”.
“Quanto alle domande che oggi per la prima volta mi rivolge il fratello del compianto dottor Borsellino, non posso che confermare - spiega Mancino in una nota - ciò che già in due occasioni ho testimoniato davanti alla magistratura, e cioè che il giorno del mio insediamento al Viminale come ministro dell’Interno - 1° lugli0o 1992 - ho salutato e sono stato complimentato da numerosissime autorità e persone, molte da me conosciute, molte incontrate per la prima volta in quella occasione. Non posso escludere che tra questi vi fosse anche il dott. Paolo Borsellino, che comunque non aveva chiesto a me un incontro formale, né lo aveva ottenuto. E’ vero invece che il dott. Borsellino si incontrò con il Prefetto Parisi, allora capo della Polizia. Del contenuto di questo colloquio, io non sono stato portato a conoscenza”.
“Ho commemorato a Palermo e in altre località - ricorda - il compianto dottor Borsellino e, nei diversi ruoli istituzionali che ho ricoperto, ho sempre intrattenuto buoni rapporti con la vedova e i familiari che ho avuto l’onore di incontrare. Pur comprendendo l’amarezza del signor Salvatore Borsellino, devo ulteriormente precisare - prosegue Mancino - che né allora né oggi avevo ed ho alcuna ragione per non confermare un incontro che non c’è stato. Perché mai proprio io, che ho combattuto la mafia e ho proposto leggi per ridimensionarne la presenza, avrei dovuto tacere?”.

LA REPLICA DI SALVATORE BORSELLINO

Milano, 17 Luglio 2007 - In merito alla persistenza delle lacune di memoria del sen. Mancino sull’incontro con Paolo Borsellino del primo Luglio 1992, evidenti dalla sua risposta alle mie dichiarazioni e preoccupanti per chi è stato chiamato alla vicepresidenza del CSM, ritengo mio dovere fargli notare quanto segue.
Se è vero che le dichiarazioni di un pentito come Gaspare Mutolo non possano assumere da solo valore probatorio se non suffragate da solidi riscontri è anche vero che di riscontro ne esiste almeno uno, e incontrovertibile, dato che è siglato dallo stesso Paolo Borsellino.
Nella sua seconda agenda, quella grigia in possesso dei suoi familiari, che, essendo stata lasciata a casa da Paolo il 19 Luglio non ha potuto essere sottratta come quella rossa, Paolo ha annotato :
1 Luglio ore 19:30 : Mancino
In quanto alla credibilità dello stesso Mutolo, il quale riferisce la frase di Paolo durante l’interrogatorio: “devo smettere perchè mi ha chiamato il ministro, manco mezzora e torno ….”, devo ricordare al sen. Mancino che è proprio grazie alle dichiarazioni di Gaspare Mutolo che il dott. Contrada, funzionario del SISDE, ha potuto essere condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione.
Inoltre lo stesso Vittorio Aliquò ha dichiarato di aver accompaganto Paolo fino alla soglia dell’ ufficio di Mancino, ed è impossibile credere che lo stesso non possa ricordare di avere incontrato non un qualsiasi magistrato tra i tanti che quel giorno “venivano a complimentarsi per la mia nomina” ma un giudice ad estremo rischio di vita che in quei giorni era al centro dell’attenzione di tutti gli Italiani.
Salvatore Borsellino

3 commenti

  • commento di dandyna

    22 Jul 2007

    ora, a parte borsellino che meriterebbe riflessioni ben più profonde di quelle che sono in grado di fare in questo momento, ma anche tu rimani schifato di fronte a notizie come quelle dei cazzi di britney spears annunciati da quotidiani considerati “seri e autorevoli” come il corriere e simili? cazzo ma è un modo di scrivere notizie a cazzo di cane per provocazione (di cosa poi???) o la gente è veramente interessata e il giornalista veramente si sente di dover informarci sui chili di troppo che ha deciso lui della spears? sentiamo, e quale sarebbe il peso ideale altezza-al-quadrato/peso della suddetta? sentiamo sentiamo… e infatti guarda guarda l’80 percento degli americani è obesa e magari lo è pure il fottuto giornalista che ha scritto l’articolo….ma chi se ne frega….è lei che è famosa…è lei che “in teoria” dovrebbe essere perfetta. quante stronzate. scusami se mi sono un po’ lamentata ma io proprio purtroppo ancora per ste cose mi ci incazzo come una bestia….

  • commento di silvia

    24 Jul 2007

    non sparate ai giornalisti… @dandyna: quelli che soffrono di più per le puttanate che riempiono autorevoli giornali (come anche lo stimato CorSera) sono proprio i giornalisti. Perché qualcuno che ancora crede in questo dannato mestiere c’è, credimi. Ed è tremendo chiamare il caporedattore per proporre, ad esempio, un’intervista a una donna afgana per sentirsi dire “no, ’sta roba non ci interessa”. Poi, il giorno dopo apri il giornale e trovi i cazzi di britney spears. Tiri un paio di bestemmie. Fumi quattro sigarette di seguito. E poi ricominci a lavorare. Perché tutto sommato ci credi ancora in quello che fai. E, a volte, di rado, molto di rado, riesci anche a fare qualcosa di buono. Magari grazie a un blog, e non al CorSera. Ma va bene lo stesso.

  • No, non si spara sui giornalisti. Si spara su chi li incatena.

www.kilombo.org


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