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	<title>Comments on: l’italia che precipitò nelle mani giuste</title>
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	<description>xantology blog inutile di a. pagliaro</description>
	<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 10:50:13 +0000</pubDate>
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		<title>By: luciano / idefix</title>
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		<dc:creator>luciano / idefix</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 14:18:13 +0000</pubDate>
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		<description>Anche qui siamo d'accordissimo. Iniziato con grandi aspettative (Romanzo criminale era davvero riuscito), mi ha ammosciato pagina dopo pagina. Peccato, davvero peccato.
Cosa sarà? Che quasi tutti gli scrittori italiani di genere si fanno prendere dalla sindrome del capolavoro?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche qui siamo d&#8217;accordissimo. Iniziato con grandi aspettative (Romanzo criminale era davvero riuscito), mi ha ammosciato pagina dopo pagina. Peccato, davvero peccato.<br />
Cosa sarà? Che quasi tutti gli scrittori italiani di genere si fanno prendere dalla sindrome del capolavoro?</p>
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		<title>By: Un piccolo blues (della costa ovest) &#187; Blog Archive &#187; Nelle Mani Giuste</title>
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		<dc:creator>Un piccolo blues (della costa ovest) &#187; Blog Archive &#187; Nelle Mani Giuste</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jul 2007 06:28:45 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Ho letto, come credo abbiano fatto molti altri, l&#8217;ultimo libro di De Cataldo. L&#8217;ho fatto avendo ancora nella mente quel capolavoro di epica metropolitana che è Romanzo Criminale, e forse avevo un po&#8217; troppe aspettative. Nelle Mani Giuste non è un brutto libro. Oltre a qualche personaggio, di Romanzo Criminale ci sono anche molti dei temi principali. Gli intrecci tra criminalità e politica, tra finanza e criminalità, tra finanza e politica, i servizi &#8220;deviati&#8221;&#8230; però è come se mancasse qualcosa. Ci sono meno caratteri, meno coralità. C&#8217;è meno azione e più introspezione. C&#8217;è il fatto che lo spazio temporale narrato, il 1992, ai miei occhi di trentunenne appare meno &#8220;mitico&#8221; di quello spezzone di anni di piombo che faceva da cornice alle gesta fetenti della Banda della Magliana. E poi, forse, ci sono i miei gusti, che si son evoluti (vabbè, evoluti&#8230; so&#8217; cambiati, su). Ultimamente, sono sempre più alla ricerca del concreto, dell&#8217;asciutto, dello &#8220;scarnificato&#8221;. Cerco il &#8220;nocciolo&#8221; in tutto quello che leggo. Credo sia un inevitabile effetto collaterale della &#8220;Cura Manchette&#8221;. De Cataldo, invece, &#8220;parla molto&#8221;, anche se in maniera quasi sempre piacevole, e il nocciolo è sepolto sotto un altissimo strato di parole. La storia è portata avanti da un narratore onniscente che tutto sa (essendo onnisciente; fin qui ci siamo) e tutto dice (qui ci siamo meno): i pensieri di un personaggio e dell&#8217;altro, quelli passati e quelli presenti, quelli che si potrebbero indovinare e quelli che non riusciremmo mai a capire dalle loro azioni; quelli utili e funzionali alla storia, naturalmente, ma anche quelli di cui si potrebbe fare a meno. De Cataldo narra, narra, narra; a volte affabula troppo, esagerando, e diventa lezioso (perlomeno di fronte ai miei occhi affamati di &#8220;noccioli&#8221;). Non saprei che dire di questo libro. Sicuramente non è un brutto libro, ma non è nemmeno quello che mi aspettavo. O forse lo è, ma sono io che non mi aspettavo più quello che credevo di aspettarmi. Capito? [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Ho letto, come credo abbiano fatto molti altri, l&#8217;ultimo libro di De Cataldo. L&#8217;ho fatto avendo ancora nella mente quel capolavoro di epica metropolitana che è Romanzo Criminale, e forse avevo un po&#8217; troppe aspettative. Nelle Mani Giuste non è un brutto libro. Oltre a qualche personaggio, di Romanzo Criminale ci sono anche molti dei temi principali. Gli intrecci tra criminalità e politica, tra finanza e criminalità, tra finanza e politica, i servizi &#8220;deviati&#8221;&#8230; però è come se mancasse qualcosa. Ci sono meno caratteri, meno coralità. C&#8217;è meno azione e più introspezione. C&#8217;è il fatto che lo spazio temporale narrato, il 1992, ai miei occhi di trentunenne appare meno &#8220;mitico&#8221; di quello spezzone di anni di piombo che faceva da cornice alle gesta fetenti della Banda della Magliana. E poi, forse, ci sono i miei gusti, che si son evoluti (vabbè, evoluti&#8230; so&#8217; cambiati, su). Ultimamente, sono sempre più alla ricerca del concreto, dell&#8217;asciutto, dello &#8220;scarnificato&#8221;. Cerco il &#8220;nocciolo&#8221; in tutto quello che leggo. Credo sia un inevitabile effetto collaterale della &#8220;Cura Manchette&#8221;. De Cataldo, invece, &#8220;parla molto&#8221;, anche se in maniera quasi sempre piacevole, e il nocciolo è sepolto sotto un altissimo strato di parole. La storia è portata avanti da un narratore onniscente che tutto sa (essendo onnisciente; fin qui ci siamo) e tutto dice (qui ci siamo meno): i pensieri di un personaggio e dell&#8217;altro, quelli passati e quelli presenti, quelli che si potrebbero indovinare e quelli che non riusciremmo mai a capire dalle loro azioni; quelli utili e funzionali alla storia, naturalmente, ma anche quelli di cui si potrebbe fare a meno. De Cataldo narra, narra, narra; a volte affabula troppo, esagerando, e diventa lezioso (perlomeno di fronte ai miei occhi affamati di &#8220;noccioli&#8221;). Non saprei che dire di questo libro. Sicuramente non è un brutto libro, ma non è nemmeno quello che mi aspettavo. O forse lo è, ma sono io che non mi aspettavo più quello che credevo di aspettarmi. Capito? [...]</p>
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		<title>By: a. pagliaro</title>
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		<dc:creator>a. pagliaro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 18:09:05 +0000</pubDate>
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		<description>Nessun romanzo, finora. Consiglio alcuni saggi: "Alfa e beta. Cosa c'entrano Berlusconi e Dell'Utri con la stagione delle bombe 1992-93?" di Simone Falanca; "La trattativa" di Maurizio Torrealta; "Falcone Borsellino" di Bellavia e Palazzolo; "Riina mi fece i nomi di..." di Salvatore Cancemi; "L'amico degli amici" di Travaglio e Gomez; "Mani pulite" di Barbacetto, Travaglio e Gomez. E poi documenti giudiziari, molti dei quali si trovano in rete.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nessun romanzo, finora. Consiglio alcuni saggi: &#8220;Alfa e beta. Cosa c&#8217;entrano Berlusconi e Dell&#8217;Utri con la stagione delle bombe 1992-93?&#8221; di Simone Falanca; &#8220;La trattativa&#8221; di Maurizio Torrealta; &#8220;Falcone Borsellino&#8221; di Bellavia e Palazzolo; &#8220;Riina mi fece i nomi di&#8230;&#8221; di Salvatore Cancemi; &#8220;L&#8217;amico degli amici&#8221; di Travaglio e Gomez; &#8220;Mani pulite&#8221; di Barbacetto, Travaglio e Gomez. E poi documenti giudiziari, molti dei quali si trovano in rete.</p>
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		<title>By: andrea</title>
		<link>http://www.xantology.com/2007/07/02/l%e2%80%99italia-che-precipito-nelle-mani-giuste/comment-page-1/#comment-4909</link>
		<dc:creator>andrea</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 17:03:50 +0000</pubDate>
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		<description>Io all'epoca avevo sette-otto anni, quel periodo non l'ho "vissuto" nel vero senso della parola (meglio così, forse?). E alcune delle cose che hai citato nella recensione le sento per la prima volta proprio da te. 
Attorno a quel periodo c'è un buco nero che sta inghiottendo tutto, eccome.

A proposito di quel periodo che letture consigli invece?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io all&#8217;epoca avevo sette-otto anni, quel periodo non l&#8217;ho &#8220;vissuto&#8221; nel vero senso della parola (meglio così, forse?). E alcune delle cose che hai citato nella recensione le sento per la prima volta proprio da te.<br />
Attorno a quel periodo c&#8217;è un buco nero che sta inghiottendo tutto, eccome.</p>
<p>A proposito di quel periodo che letture consigli invece?</p>
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