tre signori
di a. pagliaro
Un signore esce dalla caserma di Marsciano affiancato dai carabinieri, entra in auto e lo portano via. C’è una folla vociante che gli grida bastardo pena di morte muori e lo fotografa col telefonino. La scena quella del Grande Fratello, quando un concorrente esce dalla casa e c’è un omone enorme che lo accoglie e poi un presentatore che lo infila in auto. La folla che urla non urla bastardo, ma lo fa allo stesso modo, i telefonini sono gli stessi, le foto sono uguali. Una rappresentazione immutabile. La gloria di un momento, va bene lo stesso se ammazzi la moglie o se scopi in diretta, e tu sei in tv e la folla con te. Ne parlerà il Tg, e io ce l’ho sul telefonino. Mi sono visto, sai, al Tg1 delle 20. Prima erano stati i rumeni, che già le ronde erano pronte e questi extracomunitari che ci tolgono il lavoro a noi brava gente e vengono a rubare nelle nostre case. Scoppia l’allarme criminalità. Il governo niente fa? Sono i negri e gli zingari. Invece era il family day, il giorno in cui si stermina la famiglia. Ma come? Quella famiglia era un quadretto. Facevano la colazione col Mulino Bianco. O forse no. L’aveva minacciata con la falce, sì che lo sapevamo ma la famiglia si capisce mica ci si può fare gli affari degli altri. Attendiamo che ci spieghi bene Alba Parietti a Porta a Porta. Che se poi passa anche lei da Marsciano, clic, una bella foto alla vip. Col Motorola nuovo, quello con la videocamera.
Un signore nano, capelli restaurati, tuona contro un coetaneo con gli occhiali. Si dimetta! In un paese normale si sarebbe già dimesso! Poi interviene quell’altro, e pure quell’altro. Da che pulpito. Lui non si è dimesso, che parla a fare. Ma il Partito Democratico si farà. Lo stiamo già facendo. Se litigate me ne vado. Il pallone è mio e gioca chi dico io. Parlano, parlano. Al Tg1 delle 20, prima uno poi l’altro poi l’uno. Ma sono trasparenti, il Tg è diventato un acquario. E non li ascolta più nessuno.
Il terzo signore esce dal carcere che pare un calciatore di serie A. Solo per occhiali, canottiera e tatuaggi dovrebbe rientrarvi. Invece lo fanno parlare. E lui grida che era ostaggio dello Stato che questo Stato di talebani, che c’era lì il talebano che cercava la fama. Certo che lui non sa cosa è un talebano, ma declama declama e lo stanno pure a sentire. Perché lui ci aveva creduto nella libertà, che male c’è a vendere una foto? Ricattuccio? E va bè, ma non c’è l’azzurra libertà? Questa poi la mandiamo in onda a Lucignolo, fra la pornostar e il servizio sulla provincia trasgressiva.
postato in politica, televisioni
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commento di maia
1 Jun 2007
comunque vorrei spezzare una lancia a favore di questo stato di talebani che tiene in ostaggio la brava gente.
a giudicare dalle foto, nelle carceri ci saranno pure problemi di sovraffollamento, ma il lettino solare gli funziona bene.
commento di biatch
2 Jun 2007
Si potrebbe, altrimenti, fare così: la Parietti tenuta ostaggio di Stato dal talebano in cerca di fama; Corona a Porta a Porta a spiegare l’ennesimo delitto di sangue (magari con annesse puntatine su Cogne e la new entry di Rignano Flaminio); Vespa al posto del nano e dell’occhialuto prelato. Il tutto agitato e non mescolato. Servire freddo, ovviamente.