3 Dec 2006

diario di un killerUn assassino professionista è depresso: l’amichetta francese lo pianta per qualcuno incontrato a Veracruz. Il killer accetta un incarico che lo porta in giro per il mondo. Alla fine trova l’uomo che deve uccidere. E’ un messicano che parla come in uno spaghetti-western: “Perché? Perché li odio, i gringo li odio… bisogna… bisogna farli marcire…“. Lo uccide, la detonazione è breve e secca perché “è così che latrano le Colt calibro trentotto“. Per fortuna del lettore il messicano non dice “lei si crede molto furbo, vero mr. White?“, e il killer non risponde “sei morto, bastardo! Hai capito? Morto!“. Ma il rischio c’era. Il killer va anche a puttane e non manca un po’ di sesso.

Il romanzo si legge in mezz’ora. Mezz’ora senza intrighi e senza colpi di scena. Lo “strepitoso colpo di scena finale” annunciato in copertina si intuisce già a pagina due, e se è veramente un colpo di scena è solo perché fino all’ultimo speri che non sia vero, che non può essere, che la fine non può essere così banale. E invece finisce proprio in quel modo.
(Luis Sepulveda, Diario di un killer sentimentale)

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4 commenti

  • commento di aquatarkus

    3 Dec 2006

    Chi vuol uccidere la Gabbianella?
    Questo sarebbe stato un bel giallo se Sepulveda non si fosse bevuto il cervello.
    L’assassino è il gatto, ovviamente.

  • commento di mauro

    5 Dec 2006

    Non so, a me quel libro è sembrato meno peggio di così. Una via di mezzo tra noir e storia d’amore. Anche se, in verità, quando l’ho letto, ero più invaghito della prosa nitida di Sepulveda.

  • commento di maiaB

    6 Dec 2006

    ma il sesso almeno è buono?

  • commento di xantology

    7 Dec 2006

    Mauro, la prosa nitida di Sepulveda, secondo me, merita una storia migliore.
    MaiaB, il sesso scoprilo da sola, su ;)

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