unputdownable
di a. pagliaro
John Colapinto non vincerà mai il Nobel, ma Notizie sull’autore è uno di quei libri impossibili da mettere giù. Quelli, rarissimi, che se li stai leggendo e c’è la finale dei mondiali ti viene il dubbio, poi scegli la finale ma ti dispiace.
La storia è questa: Cal Cunningham è un aspirante scrittore, dall’intensa attività amorosa, ma non riesce a scrivere che poche righe. Stewart è il suo compagno di appartamento, dalla morbosa curiosità. “Egli apparteneva senza ombra di dubbio all’esercito arrancante dei non-artisti, quello dei semplici esseri umani: gente comune che vive una vita senza macchie e poi sparisce nell’oblio, dimenticata da tutti, a parte i parenti stretti. Per altri versi, però, Stewart era esattamente quello di cui avevi bisogno: una nullità che non mi avrebbe distratto dalla dedizione quasi monastica alla letteratura che mi prospettavo“.
Ma anche la nullità Stewart scrive, e ha già terminato un romanzo. Cal lo scopre rovistando tra le carte. C’è di più: il protagonista del romanzo è Cal e il romanzo è splendido: Stewart lo aveva spiato per due anni e la sua morbosa curiosità non era fine a se stessa. “Quello che vidi mi sconvolse e mi fece inorridire ben oltre le peggiori previsioni della sera prima. Non perché il romanzo fosse pieno di vita, fatti, colore, umorismo e carattere (e lo era), non perché fosse scritto con un timbro molto diverso dal lirismo sommesso del racconto che mi aveva mostrato (e lo era). No. Ciò che mi lasciò impietrito, che mi travolse in un’ondata di incredulità, fu semplicemente questo: il romanzo era la ripetizione della mia vita, in pratica la trascrizione dei monologhi con cui avevo intrattenuto Stewart nei due anni e mezzo della nostra convivenza.”
Stewart muore, vittima di un incidente stradale, e il suo romanzo diventa il romanzo di Cal Cunningham. Lentamente, la vita di Cal sostituisce quella del compagno defunto. E’ quando il romanzo diventa best seller e la vita di Cal sembra finalmente felice che una donna torna dal passato per ricattare.
Il giallo è appassionante, scritto bene, e tiene il lettore incollato alla pagina. Pubblicato in Italia nel 2002, è passato inspiegabilmente quasi inosservato. Invece è una lettura da non perdere.
“Per ragioni che risulteranno evidenti, mi riesce difficile scrivere di Stewart. A dire la verità, mi riesce difficile scrivere di qualunque cosa, Dio sa perché. Ma Stewart presenta particolari difficoltà. Ne devo parlare come l’ho conosciuto in seguito, o come mi mostrava prima che scoprissi la verità, prima che gli strappassi la maschera di normalità dietro la quale si nascondeva? Per molto tempo non è stato altro che una nota a pié di pagina della mia vita, un riferimento di passaggio in quella che immaginavo fosse la storia della mia rapida ascesa alla celebrità letteraria. Adesso, invece, non solo infesta ogni rigo di questo resoconto, ma ne è diventato in un certo senso lo spirito vivificante, la sua ragion d’essere”.
(John Colapinto, Notizie sull’autore)
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commento di Alessandro Maiucchi
8 May 2007
Ho appena finito il libro di Colapinto. Una storia narrata in prima persona, su un aspirante scrittore che racconta la propria vita a un barboso studente di legge, inaspettatamente dotato con la penna. Risultato, lo studente scrive un romanzo dal potenziale devastante, ma che narra la vita dello scribacchino. Il caso vuole che lo studente muoia, e che l’altro si prenda il romanzo, il successo stratosferico che ne deriva e addirittura la sua ragazza. Ma il passato ritorna… Lo strillo di copertina scritto da Stephen King è assolutamente meritato, stavolta! Grandissima prova… di uno scrittore morto nel 2004. Un peccato, davvero.
commento di Nikolaj
1 Feb 2010
Il libro è, nel suo genere, un vero capolavoro, ma John Colapinto non è affatto morto, per fortuna: vedi http://www.newyorker.com/magazine/bios/john_colapinto/search?contributorName=john%20colapinto.