l’affabulatore massimo
di a. pagliaro
Alberto Ongaro, classe 1925, è narratore eccentrico, poco celebrato, lontano dalle mode. Le sue storie sono dense di invenzioni, la sua capacità di affabulazione non ha eguali in Italia. Il libro più celebre La taverna del Doge Loredan è un’opera affascinante, una storia geniale strutturata su più piani narrativi in cui ogni pagina contiene tante invenzioni letterarie quante se ne trovano in mesi di produzione narrativa italiana alla moda. L’intera opera di Ongaro è fatta di romanzi imperdibili, avvolgenti e incantati: Il segreto di Caspar Jacobi ha una trama avvincente che non finisce di stupire fino all’ultima riga, Il ponte della solita ora si legge d’un fiato, rapiti dall’intreccio e dallo stile, da Francesco Soria e da Frederika von Klausen, Il segreto dei Ségonzac è un incantensimo dumasiano e malinconico.
Niente intimismo e ombelichi, ma grandi storie, coinvolgenti, avventurose, a volte tenebrose, raccontate con stile inconfondibile e scrittura raffinata dal narratore onnisciente, un narratore di gran fascino che non sparisce mai dalla pagina.
“Sempre più spesso nel luogo dove mi trovo un uomo senza volto mi compare davanti e mi si ferma accanto sempre più a lungo di quanto io possa sopportarlo. E’ un uomo alto e asciutto, vestito con eleganza, una lunga e stretta redingote di velluto nero liscia e senza pieghe, pantaloni attillati dello stesso colore e dello stesso tessuto della giacca, camicia di seta bianca, scarpe con fibbie d’argento, un tricorno fuori moda che in parte copre la superficie vuota e piatta del suo viso“
(Alberto Ongaro, La taverna del Doge Loredan)
postato in alberto ongaro, letture
(
commento di luciano / idefix
30 Oct 2007
Tra ongariani non occorre altro che la comune passione per Alberto e i suoi romanzi.
Io ho anche la fortuna, la gioia e l’onore (posso usare questa parola vecchia e desueta?) di conoscerlo personalmente.
Su di lui ho scritto da anni e anni nelle pagine di quotidiani, settimanali, mensili, siti web, blog. Trovo indecente che un autore del suo valore sia così trascurato, così poco letto.
Ma noi siamo un paese in cui spopolano i libri di Moccia, una nazione in cui Bruno Vespa passa per storico.
Va beh…
Adesso vado nel mio blog, a inserire il tuo tra quelli che frequento.
Un salutone
I miei tre Ongaro preferiti?
1) La taverna
2) La strategia del caso
3) Un romanzo d’avventura
commento di a. pagliaro
30 Oct 2007
Sai che non conosco “La strategia del caso”. Lo ordino con la prossima infornata IBS :). Scopro ora anche “la versione spagnola”, uscito nel 2007. Grazie.
commento di luciano / idefix
30 Oct 2007
“La strategia del caso” migliora a ogni lettura. E per certi versi è un romanzo politico, anche se in modo ongariano.
commento di a. pagliaro
30 Oct 2007
L’unico, fra i tanti che ho letto, ad avermi un po’ deluso è stato “Hollywood Boulevard”, che scopro fra l’altro non essere più disponibile. E sì, il migliore forse è La Taverna.
commento di luciano / idefix
31 Oct 2007
Di Hollywood mi attraeva molto l’attacco frontale allo strapotere della televisione, fatto attraverso un giallo paranoico e complottista.
Adesso sto leggendo il saggio di Sergio Luzzatto su padre Pio (che ha suscitato le ire delle gerarchie vaticane…io sono valdese) ma nell’intervallo di pranzo vado alla libreria Einaudi a prendermi il tuo Sangue degli Altri.
commento di Nottediluna
11 May 2008
I libri di Ongaro trasportano in un tempo ed in uno spazio a sè.La sensazione è quella del sogno,dell’immaginario più totale,ma siamo così certi che la realtà non sia quella che questo fantastico scrittore,descrive e non quella che viviamo come tale?Confesso,più volte mi sono scoperta a fare questa riflessione,sorridendo,grata,alle intuizioni profonde di un grande narratore.Verissimo,Ongaro è poco noto e sono davvero lieta di essere capitata,x caso,in questa pagina di”amatori”.Piacere di avervi letto.
4 trackback
[...] in un battito di ciglia. Sono solo alcuni degli elementi ricorrenti e fascinosi della scrittura di Alberto Ongaro, spesso accompagnati da almeno un paio di tòpoi, quali il libro nel libro e i conti con il proprio [...]
[...] strategia del caso” di Alberto Ongaro è un breve romanzo di cui si è parlato poco e nulla, difficile da trovare in libreria, pubblicato [...]
[...] strategia del caso” di Alberto Ongaro è un breve romanzo di cui si è parlato poco e nulla, difficile da trovare in libreria, pubblicato [...]
[...] Alberto Ongaro - La taverna del Doge Loredan (okay, è del 1987, ma io conto l’ultima [...]