un romanzetto canaglia

di a. pagliaro

9 Nov 2006

roberto bolaño - un romanzetto canagliaRoberto Bolaño è un grande poeta, anche se scrive in prosa. Un romanzetto canaglia è una storia breve, densa, malinconica. Raccontata da una ragazza orfana, la storia ha per protagonisti lei, il fratello e due balordi che sembrano fratelli ma non lo sono. I quattro progettano un furto ai danni di Maciste, ex attore di film di serie B, ex culturista, ora cieco e solo, che vive in una casa palestra con una biblioteca fatta di scaffali senza libri. Ma tutti alla fine sono ciechi o comunque non vedono, anche se trascorrono giornate vuote e tormentate guardando la tv, quiz, horror e porno. Attendono, attendono sempre. E come sugli scaffali di Maciste, è il vuoto a trionfare. Però non è una fine, perché una fine non c’è. “(…) fuori durava ancora la tormenta, (…), una tormenta senza rumore e senza occhi che veniva da un altro mondo, un mondo che neppure i satelliti che girano intorno alla Terra possono captare, e dopo esisteva un vuoto che era il mio vuoto, un’ombra che era la mia ombra”.

postato in letture, roberto bolaño

5 commenti

  • commento di subcom

    9 Nov 2006

    ho letto il suo “piccoli detective” a metà non ne potevo più.

  • commento di xantology

    17 Nov 2006

    Subcom, per qualche motivo il tuo commento era finito nello spam. Me ne sono accorto solo ora. “Piccoli detective” non esiste, immagino tu ti riferisca a “I detective selvaggi”. Non so, non l’ho letto. Ma questo romanzetto e “chiamate telefoniche” sono eccellenti. Ho letto anche “il gaucho insostenibile” e “Puttane assassine” che mi sono piaciuti meno.

  • commento di subcom

    18 Nov 2006

    hai ragione. chiara dimostrazione del mio disinteresse per quel libro.

  • Subcom: visto il suo disprezzo per I DETECTIVE SELVAGGI (di cui lei massacra perfino il titolo) la sfido a duello. Lascio a lei la scelta dell’arma: una lettura prolungata (fino al cedimento dell’avversario) dell’ultimo libro di Sepulveda, la visione di due film dei fratelli Vanzina o di uno di Tarkovsky, la traduzione in italiano dell’ultimo discorso in molisano di Di Pietro, la trascrizione di italiano dell’ultimo comizio padano di Borghezio.
    A parte gli scherzi: io stravedo per Bolano e lo trovo avvincente come il mio amatissimo Cortazar, però capisco che la sua irregolarità e la sua imprendibilità possano risultare ostiche.

  • commento di Ursula

    30 Nov 2007

    io ho letto “una novelita lumpen” in spagnolo e posso confermare che si tratta di un libro eccezionale, quasi poetico. a volte il problema di una ricezione negativa di un autore risiede nella traduzione. Non conosco la traduzione italiana, ma già dal titolo mi sembra discutible. Lumpen significa “del sottoproletariato”. L’avrebbero potuto tradurre, visto che è ambientato a Roma, “storie/romanzetto di borgata”. Anche “Llamadas telefónicas”, corrisponde semplicemente a “telefonate”, chiamate telefoniche è assurdo e quasi ridondante. Purtroppo i traduttori dallo spagnolo in italiano e viceversa peccano spesso di eccessiva faciloneria, se non, addirittura, di pressapochismo

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