13 Oct 2006

disintegrazioneNel mondo senza ricordo nessuno ricorda. Alla mattina, l’uomo si sveglia e non ricorda il suo viso. Si specchia per conoscerlo. Esce, e cammina per la città con in mano una mappa. Lo stupiscono le centinaia di negozi nuovi che vendono prodotti a lui sconosciuti. Nella bottega della frutta è attratto dal colore rosato delle pesche. Chiede al bottegaio se sono commestibili, il bottegaio non lo sa. Allora ne compra una e la mangia, ed è un gusto superbo, un piacere nuovo.
L’uomo incontra sua moglie, ed è una prima volta. La desidera fortemente, come se non l’avesse mai avuta. Fa l’amore con lei, scopre il suo corpo con la curiosità della prima notte.
L’uomo ha preso l’abitudine di scrivere. Per ricordare dove vive e dove sono le botteghe, per ricordare cosa si mangia e cosa è velenoso. Per ricordare chi è suo padre e chi è sua madre. Per ricordare qual è il suo lavoro e dove deve recarsi al mattino. Senza il suo libro, l’uomo non potrebbe vivere.

Così, la vita scorre. Scrivendo e scoprendo ogni giorno cose nuove. Finché il libro non diventa immenso, e ogni giorno si aggiungono molte pagine. L’uomo non sa più se leggerlo o se scrivere.

Tutto ciò che non scrive è perduto, ma tutto ciò che non legge è dimenticato.

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